Pubblicato da: vditella | aprile 11, 2006

MoSE, non esiste un progetto definitivo

Negli ultimi giorni, su alcuni quotidiani – e in particolare sul Gazzettino del 26 marzo scorso [2006 n.d.r] – leggiamo le dichiarazioni della Presidente del Magistrato alle Acque, ing. Piva, che dopo aver fatto un elenco delle opere preliminari al MoSE, già realizzate o in corso, dichiara:
"Inoltre è stato anche avviato il sistema principale per il funzionamento delle paratoie, cioè il gruppo cerniera-connettore".
Riteniamo che questa affermazione necessiti di alcune considerazioni che i nostri concittadini potranno ben valutare.

Come i lettori del Gazzettino sanno, da più di due anni a questa parte, in più occasioni, abbiamo evidenziato molte carenze nel cosiddetto "progetto definitivo" del MoSE , e tra queste, la mancanza del progetto del connettore meccanico sconnettibile, avvertendo che una simile mancanza ha un impatto notevole sulla configurazione e sul dimensionamento dell’intero sistema di sbarramento, e può, come estrema conseguenza, metterne in discussione la fattibilità.
Apprendendo quindi dalla stampa che, finalmente, è stato "avviato" questo "sistema principale per il funzionamento delle paratoie", troviamo la conferma, se ce ne fosse stato bisogno, di quanto stiamo dicendo da tempo, e questo ci permette di fare alcune considerazioni tecniche sull’operato del Consorzio Venezia Nuova e del Magistrato alle Acque, e di porre alcune domande.

Come mai il sistema principale, fondamentale per la determinazione della configurazione e per il funzionamento del sistema MoSE, viene affrontato solo ora, a distanza di circa 15 anni dal progetto di massima ed a 3 anni dall’approvazione del cosiddetto "progetto definitivo"? Noi sappiamo per esperienza, ma in questo caso non occorre essere degli specialisti perché basta solo il buon senso, che in un progetto innovativo che prevede l’utilizzo di una tecnologia non provata e cioè di un componente fondamentale per il sistema, completamente nuovo e mai utilizzato in precedenza, questo è un argomento che si affronta per primo, perché, solo dopo averlo risolto, si può impostare e costruire un’architettura dell’intero sistema valida e coerente. È da notare che i componenti analoghi a suo tempo impiegati sul cosiddetto "Modulo Sperimentale Elettromeccanico" avevano dimensioni inferiori ad un terzo di quelli ora necessari, non avevano la possibilità di sconnessione del connettore dalla struttura di base e, in realtà, non sono mai stati sperimentati in condizioni di carico e operative reali. Quale validità possono avere gli attuali dimensionamenti strutturali e le valutazioni di tempi e costi del cosiddetto "progetto definitivo", fatti senza conoscere la configurazione di questo elemento fondamentale? Per non parlare delle procedure di manutenzione e riparazione delle paratoie che, con questa mancanza, non sono neppure ipotizzabili.
Che cosa ha approvato il Comitato tecnico di Magistratura? Su quali basi è stato approvato il budget del Progetto? Con quale criterio si è potuto dare inizio alle opere complementari del MoSE se di questo progetto non si conosce ancora la configurazione finale?

Ricordiamo che la Paratoia a Gravità, da noi progettata come alternativa al MoSE, oltre agli altri notevolissimi vantaggi più volte menzionati, utilizza componenti, tecniche e procedure di progettazione e costruzione assolutamente standard, e che per la sua progettazione e realizzazione non bisogna inventare nulla, com’è stato ricordato e dimostrato anche recentemente in occasione della presentazione del nostro Progetto al Comune di Venezia. Facciamo presente che proprio in virtù del principio di funzionamento e delle scelte tecnologiche fatte, la Paratoia a Gravità non necessita del connettore meccanico delle cerniere sconnettibile, così come non presenta alcuna incertezza per il passaggio al progetto esecutivo e alla realizzazione delle opere di chiusura delle bocche di porto.
Non possiamo non ricordare che lo studio di fattibilità della nostra soluzione è a conoscenza del Consorzio Venezia Nuova già dal 2002 e che un esame attento delle caratteristiche e dei vantaggi della Paratoia a Gravità può portare ad un drastico miglioramento delle opere di chiusura delle bocche, come è stato ampiamente dimostrato nel successivo Progetto di massima presentato al Magistrato alle Acque e alle Commissioni Comunali sulla salvaguardia, della precedente e dell’attuale amministrazione.
Gradiremmo conoscere come sono stati valutati questi aspetti dai tecnici e consulenti del Magistrato alle Acque che hanno ritenuto il nostro progetto "non idoneo" e prendiamo atto che questo non si vuol fare – ci pare – per una assoluta assenza di argomentazioni, come testimoniato dal fatto che anche recentemente i responsabili del progetto MoSE hanno rifiutato di partecipare anche al confronto tecnico pubblico organizzato dal Comune di Venezia. Come è evidente a tutti, il Consorzio, sostenuto in questo dal Magistrato alle Acque, sta facendo di tutto per portare avanti la realizzazione delle opere accessorie del MoSE ad un punto tale da poter dire che la sua realizzazione non può più essere arrestata.
La realtà è che la Paratoia a Gravità, che non avrebbe avuto bisogno delle opere accessorie che tanto sconquasso hanno già procurato e tante risorse hanno già impegnate, utilizza tecnologie note e pertanto è ad uno stato di definizione nettamente superiore del progetto MoSE vero e proprio, e perfettamente compatibile con lo stato attuale dei lavori alle bocche di porto.

Ricordiamo che il nostro progetto è comunque in grado di realizzare enormi vantaggi in termini di costi e tempi di realizzazione, di efficienza, affidabilità, impatto ambientale, e soprattutto di rispettare i requisiti di progetto basilari (gradualità, sperimentalità e reversibilità) che il MoSE, per la sua concezione monolitica e fortemente integrata, non rispetta e non potrà mai rispettare: carenza sulla quale né il Consorzio Venezia Nuova né il Magistrato alle Acque hanno saputo sinora dare una risposta.

ing. Vincenzo Di Tella
ing. Gaetano Sebastiani
ing. Paolo Vielmo

 

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