Pubblicato da: vditella | giugno 6, 2006

IL GAZZETTINO

Martedì, 6 Giugno 2006

MoSE, Cacciari trova l’accordo

Il consiglio comunale di Venezia approva (36 sì, 9 no) la richiesta di verifiche al governo

Venezia

La votazione sul MoSE si conclude alle 22:18, quando il consiglio comunale di Venezia approva, a maggioranza, un documento sulla salvaguardia, tre cartelle che il sindaco Massimo Cacciari porterà all’esame del governo nella prossima riunione del Comitatone. Un documento «chiarissimo», a detta di Cacciari, in cui si chiede «una immediata verifica» degli interventi alle bocche di porto in corso di esecuzione e in cui si chiede di «verificare soluzioni più semplici e meno onerose per la moderazione dei flussi di marea e per la difesa dei centri urbani e lagunari dalle acque alte». Un documento che viene approvato a larga maggioranza – 36 sì, 9 no – che rinsalda il centrosinistra e che di fatto apre le porte al rimpasto di giunta: tra i favorevoli non solo Ds, Margherita, Udeur, Psdi e Gruppo Misto, ma anche i Verdi – di cui ormai si dà per certo l’ingresso in giunta – e pure il neo-senatore Felice Casson. Contrari i gruppi della Casa delle Libertà, ma anche Rifondazione Comunista che ha giudicato il documento della maggioranza tutt’altro che chiaro: la «revisione progettuale» del MoSE che figurava nell’originario ordine del giorno – quello presentato da Cacciari alla giunta ma servito ieri come "spunto" di discussione – è diventata «verifica».
«Il documento è chiarissimo, prende atto anche delle mie dichiarazioni», ha ribattuto il sindaco, che in apertura della seduta aveva fatto un duro attacco al MoSE , un’opera il cui costo si aggira sui 3 miliardi e mezzo di euro e la cui gestione dovrebbe costare dai 30 ai 35 milioni di euro all’anno. «Bisogna decidere – aveva detto il sindaco – se si voglia spendere questo denaro per un’opera che ha una valutazione di impatto ambientale negativa. A questo punto è logico definire un momento di autentica verifica, autentica sperimentazione, autentica riflessione, che non significa cessare di fare, ma continuare a realizzare quelle opere che siano compatibili con qualsiasi scenario emerga dalla verifica». Poi, prima del voto, Cacciari ha puntualizzato: «Qui non si tratta di bloccare niente, ma di fare le sperimentazioni, cioè una serie di cose come il rialzo dei fondali e le opere trasversali fisse. Io andrò in Comitato chiedendo di verificare sperimentalmente tutto questo, per un periodo che consenta la sperimentazione». La decisione spetterà al governo, ma – ha sottolineato Cacciari – «qualunque essa sia, esigerò chiarezza nel cronoprogramma e nel piano finanziario». Felice Casson, che un anno fa di Cacciari era l’avversario, si è detto soddisfatto della «interpretazione» del documento data da Tiziano Treu per la Margherita, da Michele Mognato per i Ds e dal sindaco: «Per me è una moratoria del MoSE, una moratoria sostanziale, non giuridica». Come dire: i lavori del MoSE saranno bloccati.

Silvio Testa
Alda Vanzan

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Responses

  1. ILa delibera del Consiglio comunale di ieri è la naturale conclusione del lavoro fatto dalle Commissioni Consiliari IV e X e dal gruppo di esperti nominati dal Sindaco Massimo Cacciari. Ci auguriamo che questo porti finalmente ad un confronto pubblico con il Consorzio Venezia Nuova e il Magistrato alle Acque di Venezia, confronto fin quì negato anche al Sindaco, in modo che si possa finalmente verificare a che punto è il cosiddetto “progetto definitivo” del MoSE e se il progetto è in grado di soddisfare le condizioni di progetto imposti dalla legge speciale tra cui: la gradualità, sperimentalità e reversibilità. In quella occasione forse avremo la possibilità di conoscere anche che cosa è stato fatto sulla Paratoia a Gravità nei laboratori di Voltabarozzo del Ministero delle Infrastrutture, quali sono i risultati di queste analisi e che uso ne è stato fatto.
    Anche questo penso sia di interesse non solo nostro ma di tutti i contribuenti italiani.

  2. Povera Venezia, novella Atlante. Perché si riesca a non metterle sul gobbo un’ipoteca gravosissima economica e ambientale che incida sul futuro di tutti.
    Chiunque ami Venezia appena un po’ di più che il proprio pensiero, il proprio tavolo di lavoro, una minuscola posizione raggiunta non può che essere contento di aprire un confronto franco davanti alla città, tecnico, economico e culturale sulla soluzione migliore: reversibile e dalla manutenzione possibile e meno costosa. Buone speranze a tutti, per il Bene Comune


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