Pubblicato da: vditella | giugno 18, 2006

Precisazioni sul MoSE ed Ennio Fortuna pubblicate da IL GAZZETTINO del 17 giugno 2006

Nella lettera di Amedeo Grano, pubblicata il 27 maggio scorso, sotto il titolo Il MoSE "sacrificato" per interessi politici, sono contenuti errori ed inesattezze su cui pensiamo che sia bene fare chiarezza, per correttezza, trasparenza e rispetto verso l’opinione pubblica.

  1. La lettera cita gli articoli scritti a favore del MoSE dal dott. Ennio Fortuna, "cui nessuno ha risposto".

    Non è vero che nessuno ha risposto. Noi abbiamo confutato dettagliatamente le sue affermazioni, riportate sul Gazzettino del 19 marzo 2005, con una nostra lettera che il giornale ha pubblicato in data 24 maggio 2005 sotto il titolo "MoSE, non è questo il solo progetto teoricamente e tecnicamente idoneo". Alle nostre argomentazioni esposte in quella occasione – questo è certo – nessuno ha risposto.

  2. Si afferma poi che si pretendono "modifiche radicali ad un’opera che è già realizzata per un terzo".

    Precisiamo che quando si parla di "modifiche radicali", non ci si riferisce alle opere complementari che sono le uniche oggi in fase di realizzazione. Ci si riferisce al sistema delle dighe mobili, del quale ad oggi non solo non è stato realizzato nulla, ma sul quale, come abbiamo più volte segnalato, anche su questo giornale, esistono ancora pesanti problemi aperti a livello progettuale. E che non rispetta i tre requisiti irrinunciabili posti dalla legge speciale di gradualità, sperimentalità, reversibilità. Quindi le "modifiche radicali" al MoSE sono non solo possibili, ma – noi crediamo – necessarie e doverose.

Nella lettera si parla poi, genericamente, di "progetti" di tecnici "nostrani", e si afferma che "sono stati tenuti presenti e scartati dai cinque esperti internazionali, non trenta, ma quattro anni fa". Ci sorprende la disinformazione dello scrivente, visto che basta visitare il sito internet del Consorzio Venezia Nuova per sapere che la relazione di tali esperti sul MoSE è stata presentata otto anni fa, nel luglio del 1998. La nostra soluzione, la Paratoia a Gravità, è stata concepita e brevettata nel 2001 e quindi non è stata – e non poteva essere – esaminata dai suddetti esperti internazionali.

Se, come lo scrivente della lettera sembra credere, il MoSE è il progetto migliore, non si capisce perché il Consorzio abbia rifiutato il confronto tecnico pubblico, anche quando recentemente questa richiesta è stata fatta dal Sindaco di Venezia.

Infine la lettera richiama in causa il partito del "non fare" e pretende di iscrivere tutti quelli che criticano il MoSE a tale partito. È un’accusa che per quanto ci riguarda è semplicemente ridicola: il nostro intento è fare ma fare bene e rispettando tutti i requisiti di progetto. Infatti, insieme agli altri vantaggi (costi, tempi, sicurezza, impatto ambientale), il nostro progetto rispetta in pieno tutti i requisiti di legge.

Ingg. V. Di Tella, G. Sebastiani, P. Vielmo

Commento

Il tenore della lettera del sig. Grano  è simile a molte altre che appaiono di tanto in tanto sui giornali locali di personaggi diversi tra cui spiccano, in particolare, il dott. Fortuna e alcuni politici, che, senza entrare nel merito tecnico dei problemi e senza averne le competenze, esprimono giudizi sul progetto MoSE e sui progetti alternativi. Io non mi permetterei mai di esprimere un giudizio tecnico su una sentenza di un tribunale o sull’operato di un chirurgo: posso esprimere un mio giudizio da privato cittadino ma non mi sono mai permesso di criticare l’operato di un professionista che opera in un campo diverso dal mio. Tutti questi personaggi, al contrario, si sentono autorizzati ad esprimere giudizi tecnici sui progetti con alto contenuto tecnologico, con la sicurezza di professionisti di provata esperienza. L’argomento più usato è che le alternative sono state analizzate e scartate e che il progetto ormai è stato approvato dal Comitato Tecnico di Magistratura.
In questa lettera, come in altre occasioni, è stato ribadito, chiaramente e senza mai essere smentiti, che il progetto Paratoia a Gravità non è stato mai analizzato dagli esperti internazionali, e che il Magistrato alle Acque  non ha mai formulato un giudizio tecnicamente e in modo trasparente sul nostro progetto: ci è stato detto che era stato ritenuto "non idoneo" ma non ci sono mai stati comunicati i motivi tecnici di questo giudizio semplicemente perchè, riteniamo, questi motivi non esistono.
In diverse occasioni, ed in particolare durante la presentazione del nostro progetto al Magistrato alle Acque (come si può leggere nel verbale pubblicato su questo blog), abbiamo evidenziato, con argomenti tecnici che non ci sono mai stati contestati, il mancato rispetto di requisiti di progetto richiesti dalla Legge Speciale per Venezia, le carenze progettuali e la mancanza di definizione di componenti essenziali per il funzionamento del sistema che mettono tuttora in discussione la stessa fattibilità tecnica del progetto MoSE.
Abbiamo fatto presente che il documento di approvazione, che recepisce i risultati del progetto presentato dal Consorzio Venezia Nuova, e approva di fatto le analisi sperimentali sul comportamento dinamico delle paratoie, dimostra in modo inequivocabile che chi ha scritto e approvato il documento non sa di cosa si sta trattando.
Il fatto che queste analisi abbiano avuto un’approvazione dal Comitato Tecnico del Magistrato alle Acque di Venezia non ne definisce “per legge” il valore scientifico.
Abbiamo scritto che il cosiddetto "progetto definitivo" di definitivo ha solo le opere complementari, attualmente in fase di realizzazione, e che il sistema di chiusura con paratoie mobili di definitivo ha molto poco nonostante le approvazioni del Comitato Tecnico di Magistratura.
Non si può approvare un progetto  che non rispetta requisiti di progetto imposti dalla legge speciale e non si può considerare definitivo un progetto in cui un componente essenziale del sistema non è definito neppure a livello concettuale.
Su questi argomenti vorremmo avere delle risposte dal Consorzio Venezia Nuova e dal Magistrato alle Acque di Venezia e di quanti si sentono, a vario titolo, in grado di esprimere giudizi tecnici di merito sul progetto MoSE e sul nostro progetto di Paratoia a Gravità, e confidiamo che, in seguito alle mutate condizioni politiche, si possa ottenere un dibattito tecnico col CVN e col MAV di fronte ad una commissione indipendente di professionisti esperti della materia, in cui si possano confrontare , senza prevenzioni e in assoluta trasparenza la Paratoia a Gravità e il MoSE. Pensiamo, inoltre, che sia un nostro diritto conoscere i motivi per cui il progetto che abbiamo proposto sia stato esaminato e considerato "non idoneo".

Come ultimo commento vorrei raccomandare di smetterla di iscrivere d’ufficio chi è contrario al progetto del MoSE nel partito del NON FARE, e di discutere di quale parte è il partito del fare: quì non si tratta di politica, e quando si parla di progetti si deve parlare delle tecnologie impiegate, del rispetto dei requisiti di progetto, dei tempi e dei costi di realizzazione e di impatto ambientale, argomenti questi che non sono nè di destra nè di centro nè di sinistra.

V. Di Tella

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: