Pubblicato da: vditella | giugno 23, 2006

MoSE, non è questo il solo progetto teoricamente e tecnicamente idoneo

LETTERA PUBBLICATA SU “IL GAZZETTINO” DEL 24 MAGGIO 2005

Pregiatissimo Direttore,

Leggiamo sul Gazzettino del 19 maggio 2005 l’opinione del dott. Fortuna sul Progetto MoSE, favorevole alla sua realizzazione, indipendentemente dall’impatto ambientale, sulla base del principio che sia preferibile comunque “il fare” piuttosto che l’attenta verifica del “cosa fare”. Nelle sue argomentazioni pro MoSE afferma che non “esistono obiettivamente alternative valide” a tale Progetto, “a meno di non ricominciare un’interminabile discussione verosimilmente senza sbocchi e vere e concrete prospettive” e pertanto auspica che non vengano poste moratorie alla prosecuzione dei lavori alle bocche di porto, che stanno ora procedendo a ritmi forzati.

Questa sua affermazione ci fa credere che il dottor Fortuna non sia informato del fatto che dal settembre 2002 il Consorzio Venezia Nuova (CVN) ed il Magistrato alle Acque (MAV) sono a conoscenza del progetto alternativo della Paratoia a Gravità che, basato anch’esso su di una schiera di sbarramenti mobili a scomparsa articolati al fondo, presenta rispetto al MoSE una serie di vantaggi notevoli di cui ne elenchiamo i principali:

  • Soddisfa completamente tutti i requisiti di progetto per le opere mobili di difesa di Venezia dalle acque alte, compresi i principi stabiliti per legge, di Gradualità, Sperimentabilità e Reversibilità che il MoSE, per la propria architettura di sistema monolitica e fortemente integrata, non può rispettare.
  • Ha un comportamento dinamico più favorevole di quello del MoSE grazie al quale si possono evitare i fenomeni di risonanza con il moto ondoso che invece sussistono nell’attuale progetto del CVN (fatto che è stato evidenziato già dal Comitato di esperti internazionali, e non risolto nel progetto definitivo approvato, malgrado ciò, dal Comitato Tecnico del MAV).
  • É realizzabile con componenti e tecnologie esistenti e collaudati; non prevede quindi lo sviluppo di componenti chiave (per esempio i connettori delle cerniere che non sono mai stati realizzati nelle dimensioni richieste e di cui non esiste neppure un disegno concettuale e le strutture a collasso predeterminato in cemento armato per le quali non esistono esperienze pregresse e non si conoscono i principi di progettazione).
  • Richiede impianti di potenza inferiore, pari ad un decimo di quella necessaria al MoSE, ed ha un funzionamento molto più affidabile, non essendo per esso necessario un controllo in tempo reale.
  • Non necessita di tunnels in ambiente atmosferico al di sotto degli sbarramenti e non comporta quindi gli impianti per renderli abitabili ed il rischio di allagamento.
  • Comporta un impatto ambientale trascurabile rispetto a quello del MoSE in quanto prevede opere emergenti molto più contenute, dragaggi estremamente ridotti, e non abbisogna di onerose opere di consolidamento dei fondali con i 12 000 pali di fondazione. Il sistema può essere istallato anche su fondali degradanti e consente di realizzare tracciati di posa meno impattanti (si può evitare, per esempio, la costruzione dell’isola artificiale alla bocca del Lido).
  • Può essere realizzato completamente in cantieri navali esistenti nell’area e non prevede quindi i devastanti cantieri di prefabbricazione ora previsti nei lidi veneziani.
  • Ha costi di realizzazione pari a solo il 20% di quelli del MoSE e può essere realizzato in tempi notevolmente inferiori.

Durante l’unico incontro, richiesto dal MAV per la presentazione del nostro Progetto di Massima nel marzo scorso, abbiamo saputo che lo studio di fattibilità precedente presentato al CVN, nonostante i vantaggi elencati, era stato giudicato “non positivamente” dai tecnici del MAV ed alcuni Esperti. Abbiamo ripetutamente chiesto i motivi tecnici di tale giudizio, ma fino ad oggi non ci è stato possibile conoscerli.

Facciamo notare che durante la stessa riunione non sono emersi gli elementi che avevano portato alle “valutazioni non positive” da parte dei Tecnici del Magistrato e degli Esperti del MAV, e che sia la Presidente che alcuni degli Esperti presenti all’incontro avevano segnalato la necessità di un approfondimento per poter fare domande “serie e non banali” sul progetto presentato. Nella lettera della Presidente del MAV ci è stato comunicato che: ”della questione è stato investito anche il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti per il suo definitivo parere in merito”.

Non possiamo quindi essere d’accordo con l’affermazione che il MoSE sia “l’unico progetto teoricamente e tecnicamente idoneo, concretamente realizzabile, per garantire la sopravvivenza della città”, ma anzi, da tecnici esperti delle problematiche interessate e con un’effettiva esperienza trentennale nel campo dell’ingegneria marina, pensiamo che questo progetto non abbia avuto la migliore impostazione di sistema, e non tenga conto del progresso tecnologico avvenuto nel frattempo nel campo petrolifero offshore, area di punta dell’ingegneria marina.

Il Progetto definitivo così come approvato ha ben poco di definitivo, in quanto, oltre a non rispettare requisiti fondamentali di progetto stabiliti dalla legge speciale, non ha definito i principi per il calcolo strutturale dei componenti, contiene componenti critici di cui non si conosce neppure la configurazione concettuale, e il comportamento dinamico del sistema non è documentato, ma anzi vi si fanno affermazioni sui principi di risposta dinamica delle paratoie all’azione delle onde che contraddicono la pratica corrente dell’ingegneria marina, il che fa dubitare della competenza dei progettisti su questo argomento fondamentale per la progettazione delle paratoie e del relativo sistema di vincolo e preoccupare per la efficacia degli sbarramenti ed inoltre espone il progetto ad aumenti di budget del tutto imprevedibili.

Queste argomentazioni sono state presentate durante l’incontro citato con il MAV e non hanno ricevuto commenti dai presenti.

Del nostro progetto e dei rapporti con il MAV abbiamo provveduto ad informare le autorità competenti.

Alla luce di queste argomentazioni noi riteniamo che il confronto con reali progetti alternativi, come quello che proponiamo, effettuato da parte di esperti terzi e qualificati, rappresenterebbe oggi una occasione irripetibile per affrontare nel modo migliore il problema della salvezza di Venezia riducendo drasticamente i tempi e i costi di realizzazione, con un vantaggio enorme per l’impatto ambientale.

Ciò che ormai è valutabile di fatto è la grande devastazione che sta avvenendo alle bocche di porto, piccolo anticipo di quanto potrà avvenire nei prossimi anni se non si interviene in tempo.

Per parte nostra, nella speranza di poter fare chiarezza sul problema della salvaguardia di Venezia, saremo lieti di fornire ogni chiarimento o documentazione che il dottor Fortuna desiderasse avere sulla nostra proposta.

Firmato

Ingegneri: Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani, Paolo Vielmo.

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Responses

  1. Abbiamo riportato questa lettera inviata a suo tempo al Gazzettino per fornire una ulteriore informazione sulla nostra risposta al sig. Amedeo Grano riportata su questo blog. Penso che ognuno possa farsi un’idea di come viene disinformata la gente.
    V. Di Tella

  2. In effetti mi lascia molto perplesso vedere come alcuni si lancino in avventate dichiarazioni, magari in buona fede, con spirito positivo, ma purtroppo non supportate da indagini preliminari assolutamente necessarie e, soprattutto da quando c’è internet, non certo difficoltose.
    Ovvio che, più che perplesso, rimango disgustato quando certe ingiustificate filippicche nascono da giornalisti e/o politici ai quali difficilmente si può concedere l’errore per ingenua buona fede e più spesso si intravede la superficialità, l’ignoranza o il perseguimento di interessi in contrasto con la pubblica utilità.


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