Pubblicato da: vditella | luglio 27, 2006

Cacciari: “Nessuna decisione sui lavori del MoSE”

ARTICOLO DE "IL GAZZETTINO" DEL 22 LUGLIO 2006

«Se Venezia lo vorrà, lo si farà, se non lo vorrà, discuteremo di progetti diversi». Così sul MoSE il leader della Quercia, Piero Fassino, a Venezia il 24 marzo. «Sul MoSE faremo come vuole Massimo». Cioé Cacciari. Così Francesco Rutelli, da poco nominato vicepremier. Sembrava un minuetto, ma ora tra Venezia e il Governo è guerra. Troppo dura, per Cacciari, ingoiare la musata presa l’altroieri in Comitatone, con la decisione, annunciata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, che i lavori del MoSE vanno avanti, anche se entro un paio di mesi verrà affrontata la valutazione delle alternative messe in campo dal Comune.

Ed ecco la dichiarazione di apertura delle ostilità. «Sfido chiunque – ha scandito ieri il sindaco – a dire che sulla prosecuzione dei lavori ci sia stata in Comitatone una posizione favorevole, non dico condivisa, ma votata. C’è un verbale? Me lo mostrino – è sbottato – ma se c’è un verbale, è falso, e vedremo che iniziative prendere». Cacciari ha ricostruito la seduta del Comitatone raccontando di una veloce intesa sul rifinanziamento della legge speciale (50 dei 380 milioni di euro assegnati dal Cipe al MoSE , ma i fondi non arriveranno per nessuno prima di febbraio 2007), e di un faticoso accordo sull’istituzione nell’ambito della Presidenza del Consiglio di un gruppo di lavoro per la verifica delle alternative al MoSE, «per alcuni (Giancarlo Galan e Antonio Di Pietro, ndr) giudicato del tutto superfluo».

Cacciari ha invece raccontato che sul fermare intanto i lavori, proseguendo solo ciò che non comprometterebbe la sperimentazione e le verifiche chieste dal Comune, «si è discusso in modo confuso, 5 minuti per non perdere gli aerei», con alcuni ministri d’accordo con lui e altri favorevoli alla prosecuzione dei lavori contrattualmente già assegnati, ma che il Comune non conosce. «Una discussione accesa e brevissima – ha aggiunto il sindaco -, uno scambio vivace che ognuno ha interpretato come voleva».

Risultato? «Chiederemo ai sensi di legge l’accesso agli atti al Magistrato alle Acque e anche alla Soprintendenza – ha annunciato Cacciari – per sapere quali siano i contratti chiusi, per capire dal vivo cosa succederebbe nel caso di rescissione contrattuale». Il Comune chiederà anche di avere i progetti – stralcio esecutivi dei lavori in corso.

Il sindaco ha poi aggiunto che il Comune manderà al gruppo di lavoro «in forma di un vero progetto di massima» le due o tre alternative al MoSE ritenute più interessanti, con la richiesta che siano ascoltati sia i consulenti tecnici del Comune sia i progettisti, e che i progetti siano sottoposti al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Si tratterà dei progetti che prevedono la chiusura parziale o totale delle tre bocche di porto con elementi fissi e mobili (navi porta) e delle Paratoie a Gravità.

«Fossi il Governo partirei di là, con soluzioni differenti alle tre bocche», ha sostenuto Cacciari, ribadendo la necessità di un vero ripristino morfologico della laguna, sempre annunciato e mai realizzato. «Nel prossimo Comitatone – ha concluso Cacciari – dovremo giungere a una posizione senza ambiguità, e se il Governo deciderà di procedere con il MoSE se ne assumerà tutte le responsabilità».

Silvio Testa

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