Pubblicato da: vditella | settembre 9, 2006

Le Notizie dopo le vacanze estive

ARTICOLO DE "IL GAZZETTINO" DEL 7 SETTEMBRE 2006

Mose, il no di Pecoraro Scanio anticipa Di Pietro

Il ministro dell’Ambiente precede di un giorno la visita a Venezia del collega, apparso più possibilista sul progetto.

Ministro dell'Ambiente Alfonso Percorario Scanio Se il Governo è diviso sul MoSE, si vada alla conta in Comitatone, così ciascuno si prenderà le sue responsabilità. E non solo quelle politiche, ma anche quelle giuridiche, amministrative e patrimoniali, legate a una possibile inchiesta della Corte dei Conti. «Perché – ha sostenuto ieri il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, di passaggio a Venezia per partecipare a Caorle alla festa della Margheritala procedura di approvazione del MoSE è stata illegittima, e manca la Valutazione di impatto ambientale». Il collega delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che proprio domani sarà a sua volta a Venezia per fare il punto in Regione sulle grandi infrastrutture del Veneto, è avvertito.

«Se non ci sarà posizione comune – ha scandito il ministro dopo aver incontrato il sindaco, Massimo Cacciari, e il presidente della Provincia, Davide Zoggia – in Comitatone si può votare, e ognuno risponderà del voto che darà in quella sede». Dal canto suo, dopo aver sottolineato che il ministro dell’Ambiente non ha il potere di fermare da solo il MoSE, Pecoraro Scanio ha garantito, anche in un brevissimo incontro con l’assemblea permanente NoMose, circondato dai più noti rappresentanti locali dei Verdi, di essere personalmente favorevole ai progetti alternativi proposti dal Comune.

«Sono convinto – ha infatti sostenuto il ministro – che un’analisi corretta delle alternative convincerà il Governo a cambiare lo sbocco finale delle opere, che non possono essere le paratoie alle bocche di porto». Non si tratta di bloccare i lavori, ha precisato il ministro, ma di avviare una variante in corso d’opera che punti «a risparmiare denaro, tempo e stramberie». Una frase curiosa, riferita sia alla procedura con la quale è stato approvato il progetto, sia alle paratoie vere e proprie, «impianti enormi – ha sostenuto Pecoraro Scanio – costosissimi, che durano molto tempo e che daranno risultati discutibili».

Insomma, «il ministero dell’Ambiente – ha sostenuto Pecoraro Scanio – proporrà una moratoria dei lavori che rischiano altrimenti l’irreversibilità, e una variante alla soluzione finale, nella direzione di buon senso proposta dal Comune di Venezia». Fare una variante, ha commentato il ministro, «è segno di intelligenza e creatività».

Pecoraro Scanio ha poi accusato che il MoSE dovrebbe costare decine di milioni di euro di manutenzione all’anno, e che non si sa chi li dovrebbe cacciare (parole sue). «Nel momento in cui si avvia una finanziaria che chiederà pesanti sacrifici ai cittadini – ha polemizzato – è eticamente inaccettabile buttare risorse in un’opera che è contestata non da gruppi di cittadini, ma dallo stesso Comune che dovrebbe esserne il "beneficato"».

Il ministro dell’Ambiente ha infine sostenuto che se nelle bocche di porto il Consorzio sta procedendo a degli scavi, questi non sono autorizzati, e i lavori vanno bloccati. «Rimanderemo i carabinieri – ha annunciato – come già abbiamo fatto». Rispetto al primo sopralluogo fatto dal Nucleo operativo ecologico dei Cc, Pecoraro Scanio ha spiegato di non aver ancora avuto la relazione. «Appena l’avrò – ha annunciato – la manderò alla Magistratura, che farebbe bene a indagare approfonditamente su quei lavori». Lavori, ha affermato il ministro, che non sono ancora giunti a una fase ireversibile. «Solo la morte lo è», ha concluso.

Silvio Testa
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Responses

  1. Prendiamo atto che il Ministro dell’ambiente, sulla base delle informazione ricevute dai tecnici del suo Ministero, consideri illeggittima l’approvazione del MoSE che manca della Valutazione di Impatto Ambientale. Da professionista esperto di ingegneria in ambito Nazionale ed Internazionale, ritengo che sia illeggittima anche l’approvazione del progetto nel merito tecnico. Dalla mia esperienza risulta che un progetto che non rispetta requisiti imposti dal Committente, in questo caso dalla Legge Speciale per Venezia, non possa essere approvato. Mi riferisco alle caratteristiche di gradualità, sperimentalità e reversibilità che il MoSE per la sua concezione e per le scelte tecnologiche fatte dal Consorzio Venezia Nuova non rispetta né potrà mai rispettare. In un paese “serio” o si ha il coraggio di cambiare i requisiti di progetto, e ad oggi non risulta che siano mai stati cambiati, oppure il progetto non può essere approvato. Nessun Committente, tra quelli con cui ho avuto il piacere di lavorare, durante la mia attività professionale, accetterebe un progetto che non rispetti requisiti contrattuali fondamentali. Dobbiamo forse pensare che chi opera in regime di Concessionario Unico sia esonerato da questi vincoli e possa decidere quali siano i criteri di progetto da rispettare e quelli da non rispettare?


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