Pubblicato da: vditella | settembre 21, 2006

Da IL GAZZETTINO del 20 settembre 2006

Schiaffo di Cacciari: "Niente MoSE in Arsenale"

Con un fax il sindaco ha bocciato il progetto del Consorzio per la costruzione delle paratoie nei bacini di carenaggio

Massimo Cacciari, sindaco di VeneziaSi dice fax, si legge schiaffo. Come altro chiamare, infatti, la nota con la quale l’altra sera il sindaco, Massimo Cacciari, ha bocciato di brutto il progetto del Consorzio Venezia Nuova per insediare nell’Arsenale Nord il centro di realizzazione, manutenzione e gestione del MoSE? Un fax riservato, inviato alla presidente del Magistrato alle Acque, Maria Giovanna Piva, alla vigilia di una riunione dalla stessa convocata a Palazzo X Savi per discutere del progetto. «Riunione inutile – ha commentato Cacciari – perché quel progetto è incompatibile con le destinazioni del Piano particolareggiato dell’Arsenale Nord».

Per il Comune, la questione è molto semplice. Il Piano particolareggiato, infatti, destìna tutta l’area dei Bacini di carenaggio ad "attività cantieristica", cioè alla manutenzione o alla costruzione navale, e i portelloni del MoSE, che il Consorzio vorrebbe costruire e mantenere in Arsenale, non sono proprio delle imbarcazioni. Vero che i lavori sarebbero praticamente gli stessi (saldare, sabbiare, pitturare…), ma la lettera del Piano dice "cantieristica", e dunque per il Comune i 78 portelloni del MoSE il Consorzio se li va a fare da un’altra parte.

«Oppure si modifica il Piano particolareggiato, con un altro accordo di programma», ha spiegato ieri il capo di gabinetto del sindaco, Maurizio Calligaro, ma ciò in via del tutto teorica. È evidente, infatti, che l’amministrazione Cacciari, impegnata in un duro braccio di ferro col Governo per fermare il MoSE e avviare quantomeno la sperimentazione di alcuni dei progetti alternativi inviati da poco al Comitatone, non ha una ragione al mondo per avviare una variante alle destinazioni urbanistiche dell’Arsenale Nord.

Come si ricorderà, il 28 settembre dell’anno scorso il Governo Berlusconi aveva concesso per 19 anni la quasi totalità dell’Arsenale Nord (214 mila metri quadrati) al Consorzio. Si era alla vigilia del Comitatone, e Cacciari, affermando di essere stato informato solo a cose fatte, l’aveva presa a male ma aveva reagito in modo quasi rassegnato. «Le destinazioni sono compatibili con il MoSE », aveva commentato, ma ora l’istruttoria fatta dagli uffici dell’assessorato all’Urbanistica gli ha consentito di cambiare idea.

Alla riunione di ieri, dunque, il Comune non ha neppure partecipato (e anche la Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici è stata presente solo in forma di uditrice, riservandosi di inviare a giorni il proprio parere ufficiale), bocciando il progetto che, per conto del Consorzio, è stato redatto dallo studio di architettura Lombardi Associati, da Palomar, Technital, Thetis. Secondo gli elaborati, si prevede il recupero degli edifici attuali (530 mila metri cubi), alcune demolizioni (in parte consentite, tranne un caso), la realizzazione di quattro grandi nuovi edifici destinati alla costruzione, alla sabbiatura e alla verniciatura delle paratoie, che sono larghe 20 metri per altezze variabili tra i 19 e i 30.

Silvio Testa

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