Pubblicato da: vditella | ottobre 3, 2006

Martedì, 3 ottobre 2006, da La Nuova VENEZIA

Il sindaco preoccupato per il mancato confronto nel merito sulle diverse soluzioni possibili contro l’acqua alta

«MoSE, il governo perde tempo»

Cacciari: senza istruttoria sulle alternative Comitatone inutile

ALBERTO VITUCCI

«Se non si fa un’istruttoria seria sulle nostre proposte e sulle alternative al MoSE noi al Comitatone che ci andiamo a fare?». È un sindaco battagliero quello che attacca il governo Prodi sulla salvaguardia. Proprio mentre in laguna rimbalzano le prime notizie sulla riduzione dei finanziamenti per le grandi opere, ridotti del 50 per cento rispetto al 2006. Data un’occhiata al calendario e verificato che gli ultimi appelli alla Presidenza del Consiglio non hanno avuto alcun esito, Cacciari ha convocato ieri mattina i giornalisti. «All’ultimo Comitatone di luglio si erano presi degli accordi», dice, «si dovevano fare alcune cose prima della riunione da tutti ritenuta decisiva per il futuro del MoSE. Invece devo denunciare che tutto ciò non è avvenuto: il governo non ha mantenuto i suoi impegni». E intanto i lavori del MoSE, che il Comune ha messo sotto accusa, procedono spediti. «Bisogna fare qualcosa», è l’appello lanciato ieri dal sindaco al governo, «perché non siamo al novantesimo ma all’ultimo minuto dei supplementari». Quello che si era deciso e che non sta succedendo, spiega il sindaco filosofo, è «il confronto fra le varie soluzioni richiesto dal Comune e deciso dal governo». «Noi abbiamo fatti o studi e ricerche sui punti critici del MoSE e sulle alternative possibili, e questi dovevano essere oggetto di un tavolo di confronto tecnico fra i vari enti. In base al risultato di quel lavoro, continua Cacciari, si doveva andare al Comitatone. Per decidere sulla bontà delle proposte alternative. Malgrado ripetuti solleciti, fatti anche stamattina», continua il sindaco, «non abbiamo avuto alcuna risposta. D’accordo che il governo aveva cose più importanti a cui pensare, come il Libano e la Finanziaria, ma noi aspettiamo una risposta». Per convocare il Comitatone entro il mese di ottobre, il lavoro istruttorio dovrebbe accelerare in questi giorni. E i tecnici dei ministeri, oltre che delle Soprintendenze, dovrebbero poter elaborare i loro pareri e partecipare a una riunione congiunta con gli esperti comunali. Una strada per il momento bloccata, anche per le resistenze di alcuni a rivedere il via libera al MoSE, votato dal Comitatone presieduto da Berlusconi nel maggio 2003.
Acida come spesso accade negli ultimi tempi su questi temi la reazione del presidente della Regione Giancarlo Galan. «Cacciari è un filosofo della Locride, dove fiorisce l’assistenzialismo», gli manda a dire il presidente, «dice bugie e vuole i soldi del MoSE per sprecarli e distribuirli in clientelismo». Il sindaco non replica. E invita il governo a «fare presto». Perché in città sono molti i dubbi sulla bontà della grande diga da 4 miliardi e 300 milioni di euro, soprattutto in periodi di tagli alla Finanziaria.

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