Pubblicato da: vditella | ottobre 10, 2006

dalla NUOVA VENEZIA

Si tratta della verifica tecnica necessaria prima del Comitatone

MoSE, un tavolo per i progetti alternativi

Il ministro Pecoraro Scanio chiede l’incontro urgente ai suoi colleghi

Intanto l’Ufficio di piano approva un documento da inviare a Roma fra le proteste di Ca’ Farsetti che non lo firma

ALBERTO VITUCCI

 Un tavolo tecnico per esaminare le proposte del Comune e i progetti alternativi al MoSE prima del Comitatone. Dopo un mese di silenzio, da Roma arriva un segnale. Il ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha convocato la riunione richiesta dal sindaco Cacciari.

 La lettera è stata inviata qualche giorno fa alla presidenza del Consiglio, ai ministri Di Pietro, Mussi, Rutelli e Bianchi, al presidente della Regione Galan, ai sindaci della gronda lagunare e al sindaco Massimo Cacciari. Il ministro per l’Ambiente, che ha per legge la competenza della vigilanza sugli interventi in laguna, richiama la decisione assunta dal Comitatone del 20 luglio scorso. Entro due mesi si sarebbe dovuta concludere la nuova istruttoria sulle richieste del Comune in vista della riunione decisiva di ottobre. I due mesi sono passati, e ora il responsabile dell’Ambiente ha preso l’iniziativa, chiedendo la riunione per «predisporre la documentazione tecnica concernente tutti i progetti pertinenti da presentare e discutere al Comitatone». Un segnale, a cui ora dovranno far seguito le disponibilità degli altri ministeri. «Un fatto positivo», commenta Cacciari, «ma dagli altri ministri nonostante i solleciti non abbiamo avuto risposte. Senza quella verifica sarebbe insensato andare al Comitatone». Una partita che si gioca a vari livelli. Perché a Roma la Margherita appare piuttosto tiepida nell’accogliere le proposte del suo sindaco veneziano. Che peraltro tira dritto, senza curarsi delle critiche di una parte del suo partito anche a livello locale. «La mia linea è quella, votata anche dal Consiglio comunale».
 Intanto mentre l’Ambiente chiede verifiche, il Magistrato alle Acque, organo dei Lavori pubblici, va avanti per la sua strada. Ieri la presidente Maria Giovanna Piva ha riunito l’Ufficio di Piano, organo nominato dal governo Berlusconi per esaminare i progetti sulla laguna, ed è stato votato un documento sullo «stato di avanzamento dei lavori in laguna». Un atto «notarile» lo definisce la presidente. Che ha però provocato le proteste del rappresentante del ministero per l’Ambiente (ieri assente) e del Capo di Gabinetto del sindaco Maurizio Calligaro. La proposta finale non è stata votata dal rappresentante del Comune, che ha annunciato un documento autonomo. Sotto accusa soprattutto le cosiddette «compensazioni» dei danni ambientali provocati dai lavori del MoSE. «Tutte le opere hanno un impatto, è inevitabile», dice la Piva, «se un’opera è indispensabile bisogna sopportarlo. Nulla toglie che per le aree danneggiate vengano previste altre aree, magari lungo la conterminazione lagunare. Il Comune? Qui i membri dell’Ufficio di Piano non rappresentano i loro enti, ma sè stessi». Resta aperta anche la partita delle autorizzazioni sui cantieri aperti in laguna senza i permessi di Soprintendenza, Salvaguardia e ministero per l’Ambiente. Con un confronto previsto nei prossimi giorni tra il Magistrato alle Acque e la Soprintendenza, alla presenza dell’Avvocatura dello Stato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: