Pubblicato da: vditella | ottobre 11, 2006

Da Il GAZZETTINO del 10 ottobre 2006

A proposito dell’intervento di Brunetta

"L’intervento" di Renato Brunetta riportato sul Gazzettino dell’8 ottobre 2006 sotto il titolo "Alcune domande polemiche sul MoSE" contiene affermazioni sui progetti alternativi, ed in particolare sul nostro progetto basato sulla "Paratoia a Gravità", che sentiamo il dovere di contestare nel metodo e nel merito. Ovviamente parleremo solo dei punti che riguardano il nostro progetto, e del confronto con il MoSE.

La lettera del dottor Brunetta, nel metodo, è in linea con lettere molto simili di alcuni politici e sostenitori del progetto del Consorzio Venezia Nuova (CVN) che, senza le necessarie informazioni e competenze tecniche specifiche, esprimono giudizi di merito sul progetto MoSE e sui progetti alternativi, dimenticando che i progetti si giudicano esclusivamente per il rispetto dei requisiti di progetto, l’utilizzo di tecnologie provate che sono garanzia di sicurezza ed affidabilità delle opere nel tempo, per i tempi e costi di realizzazione, gestione e manutenzione, e per il loro impatto ambientale. Nel merito delle affermazioni andiamo per ordine.

Il dott. Brunetta, riferendosi impropriamente al nostro progetto, afferma: La "paratoia rovescia", poi presentata a prezzi popolari, è stata anch’essa a suo tempo già considerata e scartata perché non dava sufficienti garanzie e non consentiva di raggiungere il livello di affidabilità richiesto da opere di questo tipo. La paratoia "rovescia", considerata e scartata precedentemente dal CVN, non è la Paratoia a Gravità, che si basa su un principio di funzionamento completamente diverso: la paratoia MoSE contrasta il dislivello di marea con la spinta di galleggiamento, la Paratoia a Gravità lo contrasta col suo peso. Il funzionamento della Paratoia a Gravità è "intrinsecamente stabile" e quindi presenta una garanzia di affidabilità assoluta, e si differenzia sostanzialmente dalla Paratoia MoSE il cui funzionamento è condizionato esclusivamente dalla efficienza del sistema di controllo estremamente complesso, la cui affidabilità è tutta da dimostrare. Facciamo notare che gli stessi progettisti del CVN hanno previsto strutture a collasso predeterminato sulla base di fondazione per evitare danni irreparabili in caso di malfunzionamento del sistema di controllo e che queste strutture sono assolutamente innovative e mai sperimentate per applicazioni similari; inoltre, per esse, non esiste ancora il progetto né la procedura di sostituzione in caso di una loro rottura. Il nostro concetto è stato ideato e brevettato nel 2001, e quindi sconosciuto al CVN nel periodo al quale fa riferimento il dott. Brunetta, e chi confonde la nostra paratoia con la paratoia "rovescia" del MoSE evidentemente non sa di cosa si sta parlando. Il Consorzio ed il Magistrato alle Acque sono a conoscenza del nostro progetto rispettivamente dal 2002 e dal 2003, non ci hanno mai comunicato i motivi tecnici che, a loro giudizio, rendono la nostra proposta "non idonea" ed hanno, come noto, rifiutato un dibattito pubblico e un confronto di merito tra il MoSE e la nostra soluzione. Facciamo notare inoltre che le nostre critiche al MoSE sono state discusse e documentate durante la presentazione al Magistrato alle acque e non sono mai state contestate.
Successivamente abbiamo letto su questo giornale che il Consorzio aveva incaricato un professore di Padova di esaminare il nostro progetto nei laboratori del Ministero delle Infrastrutture di Voltabarozzo e non ci hanno mai detto i motivi di queste analisi, che cosa è stato analizzato e quali sono i risultati. Questo conferma la nostra convinzione che le motivazioni tecniche di merito per "scartare" la nostra soluzione non ci sono.
Ricordiamo che la soluzione basata sulle Paratoie a Gravità, a differenza del MoSE, soddisfa effettivamente tutti i requisiti del progetto di Salvaguardia di Venezia, è manifestamente migliore tecnicamente, per affidabilità, impatto ambientale e costi di costruzione e manutenzione e siamo pronti a dimostrarlo di fronte ad una commissione indipendente di esperti di ingegneria marina.
Al contrario del MoSE, la soluzione che proponiamo è basata su componenti e tecnologie noti, utilizza cantieri di costruzione navale esistenti per la costruzione e la manutenzione delle opere e non ha bisogno di lunghi sviluppi progettuali, non dobbiamo inventare nulla e le opere possono essere completate con tempi e costi nettamente minori di quelli che sono previsti per il MoSE, come è facilmente dimostrabile: il costo dichiarato del nostro progetto è basato sui costi unitari e gli oneri accessori assunti dal CVN che sono tutt’altro che "popolari", come dimostrato dal confronto con i costi ottenibili con gara di appalto.

Afferma poi Brunetta: "sospetto che se potesse essere realizzata, comporterebbe il rialzo del fondale anche a Malamocco, interferendo così, pesantemente, con il porto commerciale.
Riconoscendo al dott. Brunetta, per questa affermazione, la scusante di una non dimostrata esperienza nel campo dell’ingegneria marina, ribadiamo che la Paratoia a Gravità è stata progettata per gli stessi dati di progetto assunti per il MoSE e che può essere progettata per qualsiasi fondale delle bocche di porto come discusso e dimostrato in occasione della presentazione del progetto al Magistrato alle acque.

Infine il dott. Brunetta contrappone alle "sedicenti malefatte del MOSE " gli "anni di verifiche, sperimentazioni e controlli" e le "autorizzazioni da parte degli organismi tecnici competenti ed adeguati". Facciamo presente che la durata degli studi e le ingenti risorse spese non sono, da sole, garanzia di una buona e corretta progettazione, né le autorizzazioni ottenute risolvono i problemi ancora irrisolti del cosiddetto "progetto definitivo".
Non potendo, per ovvi motivi di spazio, elencare tutte le carenze, facilmente riscontrabili da professionisti esperti di ingegneria marina, ricordiamo che il "progetto definitivo" del MoSE non rispetta i requisiti della legge speciale di gradualità, sperimentalità, reversibilità, non ha definito i principi per il calcolo strutturale, e il componente fondamentale più critico di tutto il sistema, il connettore meccanico delle paratoie alle strutture di fondazione, non risulta definito neppure a livello di massima.
Per quanto riguarda poi l’analisi del comportamento dinamico in risonanza delle paratoie con prove su modello fisico in scala, nel documento del Comitato tecnico di Magistratura che recepisce i risultati del "progetto definitivo" e di fatto lo approva, ci sono affermazioni che dimostrano che chi le ha scritte non sa di cosa si sta parlando e fanno dubitare seriamente sull’adeguatezza dei risultati raggiunti e del loro utilizzo.

Il CVN, il Magistrato alle acque e i sostenitori del MoSE, come il dottor Brunetta, dovrebbero dire quale progetto di connettori meccanici sconnettibili e di altri elementi essenziali del MoSE è stato approvato e con quali principi di progetto sono stati eseguiti i calcoli delle strutture, visto che di questi non c’è traccia nel suddetto "progetto definitivo", e spiegare ai veneziani e più in generale ai contribuenti in base a quale deroga si possa approvare un progetto incompleto che impegna ingenti risorse dello Stato e non rispetta requisiti fondamentali imposti dalla legge speciale per Venezia.

ing. Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani, Paolo Vielmo

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