Pubblicato da: vditella | ottobre 17, 2006

Dalla NUOVA VENEZIA di MARTEDI’, 17 OTTOBRE 2006

Pagina 22 – Cronaca

MoSE, parte il confronto sulle ipotesi alternative

SALVAGUARDIA Incontri bilaterali poi il Comitatone

Il MoSE non sarà bloccato come il ponte sullo Stretto. Ma il governo prenderà in esame seriamente le proposte alternative presentate dal Comune. E la seconda fase del progetto, quella delle paratoie, potrebbe essere radicalmente modificata. È questo lo sbocco più probabile del braccio di ferro in corso tra il ministero dei Lavori pubblici e i fautori della grande opera da una parte e il Comune dall’altra. La novità degli ultimi giorni è stata la visita del sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta al sindaco Cacciari. Dopo mesi di silenzio, il governo ha finalmente dato la sua disponibilità a seguire la strada tracciata da Ca’ Farsetti. Confronti tecnici bilaterali, che cominceranno la prossima settimana. Per confrontare «ad armi pari» le tesi in campo. E preparare il Comitatone decisivo, che potrebbe svolgersi il 4 novembre, quarantennale dell’alluvione del 1966. Una svolta, perché negli ultimi anni il lavoro istruttorio è stato compiuto sempre dal Magistrato alle Acque. Che non più tardi di 15 giorni fa ha bocciato con una delibera «fuori sacco» le proposte presentate dal Comune. Ma adesso il confronto si allarga. E già nei prossimi giorni il sindaco sarà a Roma con i suoi tecnici per illustrare ai vari ministeri che fanno parte del Comitatone (Lavori pubblici, Ambiente, Ricerca Scientifica, Trasporti, Beni culturali) le sue proposte. Dati scientifici e studi dimostrano che, senza stravolgere le bocche di porto con 8 milioni di metri cubi di cemento, tunnel subacquei, nuovi edifici, cassoni di calcestruzzo lunghi 150 metri e larghi 50, si possono ugualmente ridurre in modo efficace le acque alte. Il Comune propone di riutilizzare le opere fatte fino ad ora, rialzare i fondali e sostituire le paratoie con sistemi «stagionali e rimovibili». «Costano meno, hanno minore impatto ambientale e risolvono il nostro problema», dice Cacciari. Anche perché nel rapporto tecnico inviato alla Presidenza del Consiglio, i tecnici di Ca’ Farsetti sottolineano alcune criticità del sistema MoSE non ancora chiarite e puntano il dito sulla difficoltà e i costo della manutenzione di un meccanismo costruito sott’acqua.
Ma i lavori intanto vanno avanti, autorizzati dal Comitatone presieduto da Berlusconi nel maggio 2003. E per fermarsi, Consorzio Venezia Nuova e Magistrato alle Acque aspettano l’ordine del Comitatone. Il ministro Antonio Di Pietro, ieri a Udine, si è mostrato per la prima volta possibilista sulla modifica del progetto. «Decide il Comitatone», ha detto, «se qualcuno che ha diritto di farlo mi chiede di modificarlo noi eseguiremo. Anche se mia madre sa che prima di buttare via una cosa fatta a metà ci si deve pensare due volte». Finora sono stati realizzati i lavori delle opere preliminari del MoSE, pari al 25 per cento del totale, e mancano finanziamenti per 3 mila miliardi.

Alberto Vitucci

Commento

Il parere espresso dalla commissione tecnica del Magistrato alle acque una quindicina di giorni fa non poteva che confermare la validità di quanto avevano approvato fino ad allora (tra i componenti riconosciamo alcuni dei presenti alla presentazione del nostro progetto al Magistrato nel marzo 2005). Ancora una volta, leggendo i giornali apprendiamo che si tratta di un parere generico e non sostanziato da argomentazioni tecniche di merito e che non è disponibile.

Ricordiamo, e su questo blog vi sono chiare indicazioni al riguardo, che nelle diverse occasioni di incontri tecnici sia col Magistrato alle acque ed ultimamente anche al Consiglio superiore dei lavori pubblici, non ci è stato mai possibile di poter discutere nel merito con chi doveva giudicare il nostro progetto. Gli incontri si sono svolti con lo stesso rituale: noi presentiamo il nostro progetto basato sulla Paratoia a Gravità, mettendone in evidenza puntualmente i vantaggi rispetto al MoSE. Nessuno contesta quanto diciamo, non fanno domande ma in nostra assenza e senza motivazioni di merito esprimono giudizi negativi sul nostro progetto, senza che vi sia la possibilità di contestare eventualmente le loro motivazioni. Se le commissioni che hanno analizzato e scartato o ritenuto “non idoneo” il nostro progetto hanno delle motivazioni tecniche valide e difendibili a supporto delle loro decisioni, le rendano pubbliche.

Noi auspichiamo che questi confronti finalmente consentano un dibattito con i progettisti del MoSE o con chi ha approvato quel progetto, che si entri nel merito tecnico delle questioni e si arrivi ad una valutazione presa in piena trasparenza e non nelle segrete stanze e senza argomentazioni tecniche.

Speriamo vivamente che sia la volta buona.

V. Di Tella

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