Pubblicato da: vditella | ottobre 31, 2006

Dalla NUOVA VENEZIA di Martedì , 31 Ottobre 2006

Pagina 15 – Cronaca

Il primo cittadino vuole far slittare la data dell’8 novembre e non andare a Roma
«Il Comitatone a Venezia»

Lettera al premier per chiedere di spostare la riunione

«A Venezia, a Venezia. Perché mai un Comitatone così importante per la nostra città si deve fare a Roma? Qui non ci sono mica i pellirossa appostati». Con il consueto impeto il sindaco Massimo Cacciari annuncia di aver scritto ieri una lettera al presidente del Consiglio Romano Prodi. Chiedendo al capo del governo di «mantenere i solenni impegni presi in campagna elettorale». E di convocare in laguna la riunione del Comitatone che dovrà decidere del futuro del MoSE e sui progetti alternativi. «Non è un aspetto solo formale», dice Cacciari. Che insiste anche sulla necessità di spostare la data dell’8 novembre. «Giovedì 2 novembre ci troveremo a Roma in sede tecnica per esaminare i progetti», dice il sindaco, «se si vuol fare un lavoro serio non credo sarà sufficiente una sola riunione».Ryan Orgera - Venezia senza gente Cacciari sarà a palazzo Chigi accompagnato dall’ingegnere dell’Università di Padova Luigi D’Alpaos e da alcuni fedelissimi del suo gruppo di lavoro, Maurizio Calligaro e Armando Danella. Il Comune è intenzionato a sostenere fino in fondo la sua tesi, avvalorata da un recente studio messo a punto da D’Alpaos. Con interventi relativamente semplici come il rialzo dei fondali, la modifica dei moli e lo spostamento delle grandi navi fuori del Lido si potrebbero recuperare fino a 20 centimetri sui livelli di acqua alta. Ma si dovranno convincere i vari ministeri e il Comitatone. Nei giorni scorsi è arrivato il parere del ministero dei Trasporti, che invita a valutare con maggiore attenzione i riflessi delle chiusure alle bocche sull’attività del porto e «apre» alla possibilità di alternative. Così il ministro della Ricerca scientifica Fabio Mussi, che su questo ha preso le distanze dal Corila, il Consorzio che aveva stroncato i progetti del Comune. Un «no» viene invece da Infrastrutture e Regione, mentre è ancora atteso il pronunciamento del ministero per l’Ambiente. «Un motivo in più», dice il sindaco, «per esaminare bene quelle proposte e prendere una decisione consapevole». (a.v.)

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