Pubblicato da: vditella | novembre 3, 2006

Dalla NUOVA VENEZIA Del 3 Novembre 2006

A Roma il primo punto a favore dei critici delle paratoie mobili dopo 4 ore di riunione.

MoSE, il governo apre ai progetti alternativi

Aspro confronto tecnico a Palazzo Chigi. E il Comitatone slitta a fine novembre

Soddisfazione del sindaco Cacciari: «Finalmente ci danno ascolto, ora discuteremo nel merito». Entro un mese la decisione definitiva.

ALBERTO VITUCCI

Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari VENEZIA. Avanti con l’esame tecnico delle alternative al MoSE. Per la prima volta intorno al tavolo della Salvaguardia si esaminano le proposte del Comune. Dibattito teso e serrato, ieri a palazzo Chigi, durato oltre quattro ore. E alla fine la decisione: si farà un’altra riunione tecnica prima del Comitatone, che slitta di una quindicina di giorni. Per approfondire, dati scientifici alla mano, le proposte di Ca’ Farsetti. «Finalmente», commenta soddisfatto il sindaco Cacciari, «adesso si discute nel merito».
 Dopo mesi di polemiche, un punto a favore della linea seguita dal sindaco filosofo. «Certo andava fatto prima», commenta Cacciari, «in ogni caso oggi è partito quel dibattito tecnico che il Comune chiede da tempo, centrato sugli interventi sperimentali alle bocche di porto. È stato un vero confronto, a tratti molto teso, che ha permesso di mettere a fuoco i punti dove maggiori sono le divergenze».
 E il segretario generale della Presidenza del Consiglio Carlo Malinconico, che presiedeva la riunione, ha preso atto della necessità di ulteriori approfondimenti tecnici e convocato tra una settimana una nuova riunione. Anche in attesa del rapporto ufficiale del ministero della Ricerca scientifica, ieri assente. Con un piccolo giallo: a nome della Ricerca hanno parlato gli esperti del Corila, il Consorzio ricerca laguna che svolge per Venezia Nuova il monitoraggio dei cantieri alle bocche di porto. Ma il ministro Fabio Mussi ha preso le distanze e annunciato un parere autonomo del ministero per i prossimi giorni.
 Il confronto di ieri ha avuto a tratti toni molto accesi. La delegazione veneziana era composta dal sindaco Cacciari – unico politico presente – Armando Danella, Maurizio Calligaro, Andreina Zitelli, Luigi D’Alpaos. È stato quest’ultimo, ingegnere idraulico all’Università di Padova, ad aprire i lavori illustrando lo studio che dimostra come con interventi semplici si possano ridurre le alte maree fino a 20 centimetri. Tesi confutata dagli esperti del Corila Seminara e Di Silvio. Stefano Boato e Fabrizio Fabbri hanno illustrato il rapporto del ministero per l’Ambiente. «Al MoSE manca la Valutazione di impatto ambientale», ha detto Boato, «e non esiste un progetto esecutivo generale su cui discutere. Occorre ripartire dalle proposte formulate nel 2000 da questo ministero e ignorate fino a oggi. Avviando interventi graduali, sperimentali e rimovibili stagionali alle bocche di porto, come prevede la legge. Rispetto al 1966 non esiste il rischio incombente di mareggiate, dunque c’è il tempo per sperimentare l’efficacia di questi interventi».
 Disponibilità a valutare le alternative è stata espressa anche dal rappresentante del ministero dei Trasporti. Che ha chiesto di valutare alcuni aspetti critici come la manovrabilità delle grandi navi all’interno delle conche di navigazione (durante i lavori e con il MoSE in funzione) e di stabilire con certezza quale sia la quota prevista di aumento del livello dei mari nel prossimo secolo. Da questo dipende il numero delle chiusure del sistema e dunque anche gli eventuali danni all’economia portuale.
 Un passo avanti, insomma, verso l’esame «laico» delle ipotesi sul terreno. E della possibilità di modificare il MoSE, di cui sono state già realizzate le opere preliminari, con varianti meno costose e meno impattanti sull’ambiente. «Ma ci sono molte domande a cui non hanno risposto», dice Cacciari, «come ad esempio quanto costa la gestione e la manutenzione, come si faranno a risolvere i problemi tecnici e di agibilità del porto, l’impatto ambientale. Ci aspettiamo che dalla prossima riunione si possa arrivare a una decisione di buon senso». A illustrare la proposta del Comune l’ingegnere Luigi D’Alpaos. «Una relazione articolata e molto brillante», la definisce Cacciari. Dal Magistrato alle Acque però non è venuta alcuna apertura sui punti contestati dagli esperti di Ca’ Farsetti. Ora si attende il nuovo incontro tecnico e poi, entro novembre, il Comitatone che dovrà dire la parola decisiva sul futuro del MoSE.

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