Pubblicato da: vditella | novembre 4, 2006

Dalla Nuova Vennezia di Sabato 4 Novembre 2006

Convocato per mercoledì il secondo round del confronto a Palazzo Chigi

MoSE, duello a distanza Cacciari-Galan

Il sindaco: «Possibile modificare il progetto»
Il governatore: «Dice bugie»

ALBERTO VITUCCI

 Dalle alternative ai punti critici del progetto MoSE. Per mercoledì prossimo a Roma è convocata la seconda riunione tecnica di preComitatone, per proseguire il confronto scientifico. Dopo l’aspro faccia a faccia di giovedì a Palazzo Chigi, il Comune segna un punto a suo favore. «Finalmente si discute nel merito», commenta soddisfatto il sindaco Massimo Cacciari. Il presidente della Regione Galan usa toni pesanti: «Cacciari dice bugie», attacca, «e ha intimidito la Presidenza del Consiglio».
 Secondo Galan insomma non ci sono alternative al MoSE, e i progetti alternativi non sono praticabili. L’esatto contrario di quanto sostiene il consulente del Comune. L’ingegnere Luigi D’Alpaos, cattedratico dell’istituto di Idraulica dell’Università di Padova.
 L’altro giorno a Roma ha dimostrato, studi alla mano, che con interventi relativamente semplici si può ridurre la marea di almeno venti centimetri, studiando progetti meno impattanti per le maree eccezionali (sopra i 140). La laguna di VeneziaDurissimo lo scontro tra D’Alpaos e l’ingegnere Di Silvio, altro idraulico di Padova consulente del Magistrato alle Acque. Faccia a faccia con polemiche anche tra gli altri studiosi. La tesi del Comune, illustrata dalla docente Iuav Andreina Zitelli, è che con il progetto MoSE lo squilibrio della laguna, e dunque la frequenza delle acque alte, sono destinati ad aumentare. Il danno più grande portato alla laguna negli ultimi anni è infatti quello della perdita dei sedimenti. L’erosione delle maree, la velocità delle correnti e il moto ondoso consumano fondali e barene, e allentano le difese naturali della laguna. Ecco allora le opere di dissipazione, moli trasversali e rialzo dei fondali che potrebbero rallentare l’arrivo dell’acqua dal mare alla laguna e ridurre i picchi di acque alte. Possibile a questo punto modificare il progetto MoSE, approvato dal governo Berlusconi nel 2003 e in via di costruzione? Sì, secondo il sindaco Cacciari. Che precisa: «Noi non abbiamo presentato progetti alternativi, ma indicato prospettive strategiche e gruglie di confronto per tutti i progetti in campo. È una metodologìa scientifica che si usa in tutto il mondo. Per le opere alle bocche di porto si doveva seguire questa strada, di confronti scientifici, invece si è seguita una strada illogica».
 Intanto i tecnici dei vari ministeri si preparano alla seconda sfida. Resta il giallo della Ricerca scientifica, che non ha mandato direttori generali. La relazione l’ha svolta il Corila, Consorzio Ricerca laguna, lo stesso che ha svolto studi e monitoraggi alle bocche di porto per conto del Consorzio Venezia Nuova. Anche il ministero per l’Ambiente non ha ancora inviato il rapporto ufficiale. Affidando però al capo della segreteria del ministro Fabrizio Fabbri e al docente Iuav Stefano Boato il rapporto. Ma il ministero delle Infrastrutture insiste. Il MoSE ha superato tutti gli esami scientifici. Una certezza che le domande incalzanti del professor D’Alpaos hanno però in parte scalfito. E il segretario generale della Presidenza del Consiglio Carlo Malinconico ha deciso alla fine di convocare una seconda riunione prima del Comitatone, slittato a fine novembre. Il braccio di ferro dunque continua. E il sindaco intende ottenere almeno una modifica del grande progetto.

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