Pubblicato da: vditella | novembre 9, 2006

Da IL GAZZETTINO del 9 Novembre 2006

Cacciari alza il tiro contro il MoSE

Alla riunione tecnica convocata a Roma il sindaco fornisce i progetti alternativi per la chiusura delle bocche di porto

Il professor Cacciari ha dato a sorpresa i "compiti per casa". Così, un po’ sarcasticamente, la presidente del Magistrato alle Acque, Maria Giovanna Piva, ha definito la relazione tecnica sulle criticità del MoSE che il sindaco di Venezia ha distribuito alla fine della riunione convocata a Roma per vagliare le proposte alternative al progetto delle chiuse mobili alle bocche di porto. «La Presidenza del Consiglio – ha comunque raccontato Cacciari a fine riunione – si è impegnata a chiedere il giudizio del ministero delle Infrastrutture sulle nostre critiche e a distribuirlo a tutti, poi deciderà se convocare un’altra volta il tavolo di discussione, o se andare direttamente in Comitatone».

Quella di ieri era la seconda riunione, richiesta dal Comune al Governo per verificare le alternative al MoSE in vista di una riunione del Comitatone (la "plancia di comando" della salvaguardia lagunare) decisiva sul progetto delle dighe mobili: o si fermeranno i lavori e si avvierà la sperimentazione delle alternative, o si andrà avanti con il progetto del Consorzio Venezia Nuova. Vi hanno partecipato i ministeri delle Infrastrutture, dell’Ambiente, dei Trasporti, il Magistrato alle Acque (struttura periferica del ministero delle Infrastrutture, proponente del MoSE), il Corila (Consorzio interuniversitario di ricerca lagunare), la Regione.

Secondo il Comune, con la riduzione delle sezioni e delle profondità alle bocche di porto sarebbe possibile ridurre fino a 20 cm i picchi di marea, usando sistemi più "leggeri" del MoSE per fermare all’occorrenza le acque medio alte, in attesa di capire quali saranno gli scenari di innalzamento del livello del mare nel prossimo secolo. Ieri, comunque, il Comune ha attaccato ad alzo zero il MoSE, usando come testa d’ariete l’ing. Vincenzo Di Tella, ex Tecnomare, che ha brevettato il progetto delle "paratoie a gravità", detto anche "l’anti MoSE". Un sistema basato anch’esso su paratoie che, a differenza di quelle del MoSE, si alzano spinte dalla corrente di marea, e non contro.

«Il MoSE soffre di una incontestabile instabilità intrinseca», ha sostenuto nella sua relazione in 15 punti l’ingegnere, definendo pesantissimo e poco affidabile il sistema di controllo e sottolineando l’esistenza di strutture a collasso predeterminato che dimostrerebbero l’esistenza del problema. «Del cruciale connettore tra le paratoie e la loro base non esiste neppure il progetto esecutivo, e nonostante ripetute richieste non è mai stato dato», ha denunciato Di Tella.

«Ora leggeremo il documento del Comune, ma non credo che servirà un’altra riunione tecnica», ha commentato Maria Giovanna Piva, raccontando che la riunione ha visto il secondo round tra il consulente del Comune, il prof. Luigi D’Alpaos dell’Istituto di Idraulica dell’Università di Padova, e il "rivale" del Corila, Giovanni Seminara dell’Università di Genova, sugli effetti dei restringimenti delle bocche sull’idrodinamica e sulla morfologia della laguna.

Nella riunione il ministero dei Trasporti ha reiterato la sua richiesta di avere chiari scenari sull’innalzamento del livello del mare per poter valutare gli impatti del MoSE e degli altri progetti sulla portualità, ma gran parte della discussione è stata dedicata alla relazione presentata dal ministero dell’Ambiente, che ha chiesto la sospensione dei lavori del MoSE e la ridiscussione del progetto, che sarebbe stato approvato con procedure illegittime e avrebbe un impatto ambientale pesantissimo. «Al riguardo – ha raccontato Cacciari – si è deciso che in Comitatone ogni ministero finalmente dirà cosa ne pensa delle procedure adottate per autorizzare l’apertura dei cantieri».

Silvio Testa

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Responses

  1. La relazione non è mia ma del Comune di Venezia ed è molto articolata: solo per certi punti strettamente tecnici si ispira alle differenze tra il progetto Paratoia a Gravità rispetto e il MoSE. In questo blog ci sono tutte le informazioni per comprendere la differenza sostanziale tra la Paratoia a Gravità e il MoSE, argomenti che sono stati ampiamente dibattuti nelle discussioni con i tecnici del Comune, che probabilmente li hanno valutati positivamente. Lo stesso dibattito e il dialogo che si è avuto con i tecnici della Commissione Comunale non ci sono stati negli incontri col Magistrato alle acque e al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, che alla nostra presentazione non hanno aperto bocca e non hanno fatto obiezioni. Al Magistrato alle acque ci è stato detto che avevano bisogno di tempo per fare domande intelligenti e non banali, (il resoconto dell’incontro è in questo blog) ma le domande non sono mai state fatte e non ci hanno mai comunicato direttamente i motivi per cui il nostro progetto era stato ritenuto “non idoneo”. E’ veramente incredibili che le stesse persone in nostra assenza e senza un minimo di confronto esprimono giudizi che, nei fatti, dimostrano una cosa molto chiara: non conoscono la tecnologia che stanno esaminando, e per certi aspetti molto specialistici, neppure quello che hanno approvato per il progetto MoSE. Se così non fosse dovremmo pensare ad altro ma non vogliamo pensarlo neppure per un istante. Questa volta attendiamo, con fiduciosa attesa, le risposte al Comune di Venezia, non al sottoscritto.
    Vincenzo Di Tella


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