Pubblicato da: vditella | novembre 11, 2006

Dalla NUOVA VENEZIA di Sabato 11 Novembre 2006

Schiaffo del governo al sindaco-filosofo. Compatti gli esponenti di Ds e Margherita. Rutelli assente

Blitz a Palazzo Chigi, passa il via libera al MoSE

Di Pietro presenta, d’intesa con Prodi, la relazione che boccia le alternative. Tre voti contrari
Pecoraro Scanio, Mussi e Ferrero si ribellano. Astenuti Bianchi (Pdci) e il veneziano Damiano. A favore gli altri 20

 VENEZIA. Uno schiaffo in piena regola. E un brusco altolà del «partito democratico» al suo sindaco filosofo. Con un blitz a sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha bocciato ieri la proposta del sindaco Cacciari di avviare progetti alternativi al MoSE. Proprio quando si era arrivati nel vivo del confronto tecnico sulle carenze del progetto, il governo ha deciso di accelerare. «Non sono emersi elementi nuovi che inducano a modificare il progetto originario», ha riferito il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Una forzatura che ha provocato aspre polemiche e apre una frattura nella maggioranza di governo.
 Dissidi. Contro la proposta di Prodi e Di Pietro hanno infatti votato due ministri che fanno parte del Comitatone, il titolare dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il ministro della Ricerca scientifica Fabio Mussi, che si è dissociato dal rapporto del Corila favorevole al MoSE, oltre al ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero di Rifondazione. E si sono astenuti in due, Alessandro Bianchi, il titolare dei Trasporti del Pdci, anch’egli membro di diritto del Comitatone («Non ho visto le carte», ha dichiarato) insieme al ministro del Lavoro Cesare Damiano. Favorevoli gli altri venti ministri, Margherita e Ds al gran completo. Assente il vicepremier Rutelli.
 Promesse. Eppure in campagna elettorale i segretari dei partiti dell’Ulivo avevano più volte promesso: «Sul MoSE faremo come dice Cacciari. Ogni decisione sarà presa ascoltando le comunità locali». Invece ieri è arrivato il blitz, che ha colto di sorpresa molti ministri, lasciato di stucco mezzo Comitatone, esperti e funzionari che avevano esaminato studi e dossier nelle due riunioni dei giorni scorsi a Palazzo Chigi. Al termine del secondo incontro, mercoledì sera, il segretario generale della presidenza del Consiglio Carlo Malinconico aveva assicurato che i documenti sarebbero stati esaminati con risposte scritte. Invece, 24 ore dopo, il ministro Di Pietro ha portato la delibera in Consiglio.
 Il blitz. A suggerire l’accelerazione forse il timore di arrivare spaccati al prossimo Comitatone, che dovrebbe essere convocato entro fine mese. Ma anche, suggeriscono i malevoli, il timore di arrivare al confronto tecnico decisivo che avrebbe potuto aprire nuovi scenari. Dunque, la politica ha detto stop. Era già successo nel 1990, quando il Comitatone presieduto dal ministro dc Gianni Prandini aveva superato il voto negativo del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici sul primo progetto MoSE. E nel 1999 e 2001, quando i governi D’Alema e Amato avevano deciso di superare la Valutazione di impatto ambientale negativa sul MoSE rinunciando anche a fare appello contro la bocciatura del Tar Veneto.
 Il futuro. Cosa succederà adesso? I lavori già approvati vanno avanti, e il Consorzio Venezia Nuova può ora proseguire nell’attività, in attesa dei nuovi finanziamenti (mancano 2700 milioni di euro). La decisione definitiva sul MoSE sarà presa in Comitatone, anche se la delibera approvata ieri dal governo mette quasi la parola fine alla speranza di valutare ipotesi alternative.
 I rischi. Ma quella di ieri è una decisione che rischia di lasciare il segno. Non più tardi di due mesi fa le commissioni Ambiente di Camera e Senato avevano chiesto al governo di fermare i lavori del MoSE, ritenuti illegittimi, per consentire l’esame delle alternative. Adesso i parlamentari tornano all’attacco. «Checché ne dica il ministro Di Pietro, i progetti alternativi non sono stati esaminati», ha detto ieri il presidente della commissione Ambiente del Senato Tommaso Sodano, «perché questo governo deve imitare il livello di approssimazione megalomane di Berlusconi?» «Il progetto MoSE è sbagliato. Speriamo che al prossimo Comitatone il governo possa rivedere la decisione», dice il ministro Pecoraro, «e mostrare maggiore capacità di ascolto per gli esperti che chiedono di non buttare i soldi dei contribuenti in fondo alla laguna».

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