Pubblicato da: vditella | novembre 21, 2006

Dalla NUOVA VENEZIA di Martedì 21 Novembre 2006

Pagina 16 – Cronaca

Le attività economiche della città sono state stravolte

La Cgil: «Fondi al Consorzio e i cantieri si sono paralizzati»

Ferma presa di posizione della Cgil – Camera del lavoro di Venezia contro la decisione del Consiglio dei Ministri di schiacciare l’acceleratore sul MoSE: «Si tratta di una scelta grave e sbagliata: contiamo che il Comitatone saprà fare da sponda alle lobbies e valuti più attentamente la situazione, illegittima sotto molti punti di vista», commenta il segretario Salvatore Lihard. «Tanto più che il convergere di tutte le risorse sul MoSE», incalza il segretario generale Sergio Chiloiro, «ha paralizzato l’attività dei cantieri, mettendo in grave difficoltà il comparto dell’edilizia, mentre siamo molto preoccupati per l’impatto che l’intervento alle bocche di porto avrà su un’altra attività economica fondamentale per la città: il porto».
 Minuziosa – da parte della Cgil – la ricostruzione di «tutto ciò che non va» nel via libera al MoSE: sintesi in nove punti.
«In primo luogo», osserva Lihard, «il governo ha interrotto la verifica tecnico-scientifica sui progetti alternativi e ha dimenticato frettolosamente l’impegno elettorale preso dall’Unione: ovvero, che sulle grandi opere pubbliche infrastrutturali, decisiva è la concertazione con l’ente locale. In terzo luogo, ha disatteso due risoluzioni delle commissioni Ambiente di Senato e Camera, creando tensione nella coalizione». Nel merito: «Nella Finanziaria 2007 sono state individuate solo scarse risorse per la tutela e la salvaguardia, disattendendo lo spirito della legge speciale», prosegue il documento della Camera del lavoro metropolitana, «eppoi il governo, nell’avallare la tesi del gruppo di lavoro del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sulla sostenibilità del MoSE, ha rigettato progetti che invece corrispondevano ai principi di gradualità, sperimentalità e reversibilità». Sempre restando sul campo della «illegittimità», «il governo sbaglia ancora nel sostenere un progetto definitivo ma non esecutivo, privo di relativa procedura di valutazione di impatto ambientale, che costa quasi 4,3 miliardi di euro. Eppoi non ha voluto tener conto né delle tesi del Comune né delle relazioni di ministero dell’Ambiente, Trasporti e Ricerca su affidabilità del MoSE, costi, gestione e manutenzione: forse ignora i molti ricorsi alla magistratura o il deliberato della commissione Ue sull’incompatibilità del MoSE con l’enorme fragilità del territorio». (r.d.r.)


Pagina 16 – Cronaca

Il mare sale, previste 70 chiusure all’anno

Nuovo studio sulle dighe mobili. E domani ci sarà Comitatone.
Nel 2050 tutti i calcoli fatti finora potrebbero saltare con gravi problemi per ambiente e attività portuale

ALBERTO VITUCCI

Nel 2050 il livello del mare potrà aumentare fino a 50 centimetri. Più del doppio di quanto era stato previsto negli studi preparatori del MoSE. Lo scrive il professor Paolo Pirazzoli, studioso del Cnr francese e dell’Ipcc. Un fatto nuovo, che secondo gli esperti deve far riflettere sull’utilità del progetto MoSE. Con queste cifre infatti, il numero delle chiusure è destinato ad aumentare, con gravi problemi per l’ambiente e l’attività portuale. Per domani pomeriggio a Roma è intanto convocato il Comitatone.
Una riunione che dovrebbe decidere sul futuro del progetto MoSE, a cui intanto il governo ha dato per il 2007 solo 100 milioni di euro, a fronte dei 900 richiesti dal Consorzio Venezia Nuova. La situazione è ancora molto incerta. Il Comune insiste per modificare il progetto. E porterà domani al voto un ordine del giorno che critica duramente il MoSE e propone soluzioni alternative. Ma il Consiglio dei Ministri ha votato l’altra settimana a maggioranza la relazione del ministro Di Pietro, che boccia le alternative e propone di andare avanti con i lavori. Intendimento del governo è quello di presentarsi con una posizione unitaria, e far valere in Comitatone un solo voto a nome della Presidenza del Consiglio e dei cinque ministri che fanno parte del comitato. Ma sarà molto difficile che vada in questo modo. Il ministro per l’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha inviato una durissima lettera ai componenti del Comitato, sollevando dubbi di legittimità sull’iter del progetto e accusando il suo collega Di Pietro di non aver rappresentato la situazione nella sua interezza. «Siamo d’accordo con il sindaco Cacciari», ha detto il ministro, «e chiederemo che ognuno esprima il suo voto». D’accordo con il Comune anche il ministero della Ricerca scientifica, che ha preso le distanze dagli studi del Corila. E pur con prudenza, anche dal ministero dei Trasporti, che ha accolto con grande preoccupazione i nuovi dati sull’eustatismo. 50 centimetri di acqua in più alla metà del secolo significano infatti almeno 70 chiusure nel periodo invernale. Con problemi di gestione anche in presenza delle conche di navigazione. Dalla parte del MoSE ci sono il ministero delle Infrastrutture, appoggiato in questo caso dal presidente Prodi, mentre il ministero dei Beni culturali ha una posizione differenziata. Contrarie le Soprintendenze, favorevoli gli ispettori centrali. E il ministro Rutelli, che aveva promesso «pieno appoggio al sindaco Cacciari» in campagna elettorale, alle due ultime riunioni non si è fatto nemmeno vedere. Favorevole al MoSE anche il presidente della Regione Galan, che voterà sì come il sindaco di Jesolo. Mentre hanno annunciato l’astensione i sindaci di Chioggia Fortunato Guarnieri e di Mira, Roberto Marcato.

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Responses

  1. Qualche mese fa, parlando col responsabile di una ditta che stava eseguendo restauri nel centro storico di Chioggia, mi è stato riferito lo stesso problema: da quando è iniziato il MoSE, molti fondi sono dirottati lì e non rimangono le risorse per la normale manutenzione delle città.
    Questo fa arrabbiare perché c’è il modo per risparmiare parecchio, è facilmente raggiungibile, ma le autorità non si degnano nemmeno di leggere le relazioni.

  2. Il problema evidenziato da Andrea per quanto riguarda la mancanza dei fondi per i lavori di manutenzione ordinaria è certamente vero, per quanto riguarda le decisioni prese dalle Autorità, invece, non si tratta di leggere le relazioni, ma riguarda chi ha preparato le relazioni per il Ministro delle infrastrutture che, a sua volta, ha relazionato al consiglio dei Ministri. Abbiamo preso visione di questi pareri e da un’analisi dettagliata delle critiche fatte al nostro progetto Paratoia a Gravità si evince, da parte di questi esperti, una manifesta e facilmente riscontrabile incompetenza sulle tecnologie navali e marine che sono stati richiesti di giudicare. In passato avevamo già evidenziato questo problema, anche in occasione di incontri ufficiali, (si veda in proposito il resoconto del nostro incontro al MAV riportato in questo blog) ma non ne avevamo certezza, adesso finalmente conosciamo le motivazioni ufficiali di questi pareri negativi e non ci sono più dubbi.
    Su questo blog prossimamanete pubblicheremo le critiche fatte dai vari gruppi di lavori, incaricati dalla Presidenza del Consiglio, al progetto Paratoia a Gravità e le nostre contestazioni puntuali e circostanziate, e tutti potranno rendersi conto di come stanno effettivamente le cose.

  3. Ho appena sentito un’intervista a Prodi sul programma Le Iene: vi dichiara di essere “ossessionato” dal problema dei costi della TAV, molto più alti in Italia che nel resto di Europa. Sul MoSE, dove siamo ancora in tempo per intervenire, consiglierei altrettanta “ossessione” fin che può essere utile; fra qualche anno saranno solo chiacchiere.

    Poco dopo Di Pietro dichiara che è stanco di come vanno le cose in Italia, dove “quando uno ti dice le cose come stanno, non ti dicono che hai sbagliato ma che non lo devi dire”. Il MoSE insegna…

    Scrivo questo non perché mi divertano le polemiche, ma perché spero che un po’ di “sana provocazione” possa spronare i politici verso la direzione giusta.

  4. Al presidente del Consiglio si può dire che esiste un modo molto semplice per evitare le ossessioni e avere dei costi competitivi: fare dei progetti che siano degni di questo nome e con progetti seri andare in gare internazionali chiave in mano. E’ quello che si fa nel mercato internazionale dove non esiste la figura del Concessionario unico, e non esiste la legge obiettivo che delega tutto al famoso “General Contractor”.
    Al Ministro Di Pietro, diciamo che per il MoSE è stato male informato: non diciamo che le cose che ha detto non le deve dire ma quello che dice, quando afferma che per il MoSE non ci sono alternative, è errato. Basterebbe sottoporre il progetto Paratoia a Gravità all’esame di una commissione terza di esperti nelle tecnologie che si propongono, e non alle stesse persone che hanno approvato l’attuale progetto MoSE e che nei fatti dimostrano di non conoscere la tecnologia che sono stati chiamati a valutare. Dico questo perchè do per scontato che siano in buona fede altrimenti dovrei trarre delle conclusioni a cui non voglio neppure pensare.


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