Pubblicato da: vditella | novembre 23, 2006

Da IL GAZZETTINO del 23 Novembre 2006

Nel Comitatone votati due documenti contrapposti: Prodi e l’esecutivo schierati a favore del progetto, in minoranza il Comune di Venezia

MoSE, via libero definitivo alle dighe mobili
L’odg del governo «Avanti con i lavori» approvato da Galan e dal sindaco di Jesolo, astenuti quelli di Mira e Chioggia. Contrario Cacciari

Venezia

E pensare che a un certo punto si era sparsa la voce che nel muro contro muro sul MoSE tra il Governo e il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, si fosse creato lo spazio per una mediazione! E invece, ieri pomeriggio in Comitatone, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è andato giù duro, come duro è andato giù Cacciari: due ordini del giorno contrapposti, radicalmente alternativi. Uno, del Governo, per andare avanti col progetto, l’altro, del Comune, per fermare la grande opera alle bocche di porto. È passato subito il primo, quello di Prodi, e il secondo ovviamente non è neppure stato votato.

È la prima volta che si è votato in Comitatone (salvo un episodio antico su una questione tecnica), e Prodi si è blindato, impedendo ai singoli ministri di esprimersi individualmente, vista la certezza di clamorose spaccature dato che già nel Consiglio dei Ministri che venerdì 10 scorso aveva di fatto dato il via libera al MoSE, dei ministri presenti in Comitatone sia Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente) che Flavio Mussi (Ricerca scientifica) si erano opposti alla relazione di Antonio Di Pietro (Infrastrutture), mentre Alessandro Bianchi (Trasporti) si era astenuto.

Il documento di Prodi – «tre righe secche, si procede coi lavori del MoSE», ha riassunto Cacciari – è così passato 3 voti a 1: da un lato Prodi, a nome di tutto il Governo, il presidente della giunta regionale, Giancarlo Galan, il sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara, che assieme a Roberto Marcato (sindaco di Mira) rappresenta i Comuni della gronda lagunare.

Cacciari ovviamente ha votato contro, Marcato e il sindaco di Chioggia, Fortunato Guarnieri, si sono astenuti. «Non è stata una scelta pilatesca, ma di onestà intellettuale», ha spiegato Marcato, dicendosi impossibilitato a scegliere contro il Governo tra opzioni tecniche contrastanti. «Se la scienza è divisa, deve scegliere la politica, e 10 giorni fa il Governo ha deciso», ha aggiunto Guarnieri.

Cacciari si era presentato in Comitatone con un documento in 3 facciate radicalmente ostile al MoSE, giudicato non rispondente ai criteri di legge di gradualità, sperimentabilità, reversibilità, enormemente costoso, incapace di affrontare i futuri scenari di crescita del livello del mare (per il Comune più 50 cm al 2100), frutto di procedure forzate, senza progetto esecutivo, con criticità strutturali irrisolte.

A sostegno, il sindaco aveva allegato un parere pro veritate di Marco Rugen, nel 1990 presidente di sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ricordava come allora, a differenza di quanto sostenuto da Di Pietro, il MoSE fosse stato bocciato; tre pareri di illustri cattedratici italiani, che confermavano i dubbi del Comune sugli aspetti propriamente tecnologici, ingegneristici, gestionali del MoSE; una memoria del professor Luigi D’Alpaos, ordinario di Idraulica all’Università di Padova, che ribadiva come con le proposte del Comune di riduzione delle sezioni e delle profondità delle bocche di porto si sarebbero potuti abbattere i picchi di marea fino a 20 centimetri.

Tutto inutile. Il Comitatone ha approvato la delibera di Prodi che, testualmente, prevede «di procedere al completamento della costruzione delle opere del sistema MoSE e delle opere morfologiche connesse, assicurando la disponibilità dei finanziamenti per l’esecuzione dei lavori stessi». I lavori dovrebbero concludersi nel 2012, ma Cacciari è dubbioso, visto che a fronte dei 900 milioni di euro chiesti dal Consorzio Venezia Nuova nel 2007 per garantire il rispetto del cronoprogramma, la Finanziaria ne ha stanziati 100. «A questo ritmo – ha calcolato il sindaco – serviranno vent’anni».

Di Pietro ha tagliato corto. «Il MoSE – ha sostenuto a fine Comitatone – è l’unica strada possibile per intervenire in tempo alla salvaguardia di Venezia». Pecoraro Scanio, che coi Verdi è dopo Cacciari l’altro grande sconfitto sul fronte del MoSE, ha garantito battaglia. «Il MoSE ha spaccato prima il governo e ora il Comitatone – ha sostenuto -. La nostra linea non cambia, restiamo contrari e non faremo sconti a nessuno. Ora – ha concluso – lavoreremo affinché le procedure per la valutazione dell’impatto ambientale e le direttive comunitarie vengano scrupolosamente osservate». Ma già Cacciari l’aveva chiesto col suo documento.

Il Comitatone ha poi indorato la pillola approvando all’unanimità un secondo ordine del giorno, presentato da Cacciari, per garantire i finanziamenti per la manutenzione straordinaria della città, per riavviare il riassetto morfologico della laguna, per assicurare lo scrupoloso monitoraggio degli effetti di tutti gli interventi in atto in laguna.

Silvio Testa

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Responses

  1. Tratto dall’articolo qui sopra:
    Roberto Marcato, sindaco di Mira, che si è astenuto nella votazione: “Non è stata una scelta pilatesca, ma di onestà intellettuale», ha spiegato, dicendosi impossibilitato a scegliere contro il Governo tra opzioni tecniche contrastanti. «Se la scienza è divisa, deve scegliere la politica, e 10 giorni fa il Governo ha deciso», ha aggiunto Fortunato Guarnieri, sindaco di Chioggia.
    Parole intelligenti e chiare, con cui decisamente, agli occhi dell’opinione pubblica, escono a testa alta… peccato che l’ipotesi di fondo sia del tutto travisata (e in maniera furba, io temo). Io non sono direttamente coinvolto, ma, come molte altre persone, ho letto in questo blog che per anni è stato chiesto un confronto tecnico, pubblico e qualificato tra il MoSE e la Paratoia a Gravità, senza che mai che il Consorzio Venezia Nuova riuscisse a dedicarvi un solo misero pomeriggio. E quei pochi (e pure errati!) giudizi tecnici sono stati espressi da “esperti” che non hanno interesse a fermare il MoSE (anzi…).

    Quindi chiedo ai due sindaci citati: dal 2002, anno di presentazione della Paratoia a Gravità, quando la scienza è stata interrogata e si è dimostrata divisa?
    E non mi si eviti di rispondere dicendo che non c’era il tempo per cambiare il progetto. Qui, in questo blog, si discute per costruire le paratoie con un metodo innovativo, meno costoso, più semplice e veloce, non di stravolgimenti strani come altri progettisti hanno proposto.

    Di Pietro poi dichiara. «Il MoSE è l’unica strada possibile per intervenire in tempo alla salvaguardia di Venezia».
    Sarà anche stato consigliato male, ma alla fine è lui in persona che lascia queste dichiarazioni, e se ne prende i meriti e gli oneri. D’altra parte, se non riesce a capire la tecnica che vi sta dietro, non è mica obbligato a fare il Ministro delle Infrastrutture…
    Poteva anche trovare il tempo di leggere le relazioni che gli sono state mandate, invece di andare in televisione, pochi giorni fa, a discutere del processo contro la Franzoni…


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