Pubblicato da: vditella | novembre 23, 2006

Da IL GAZZETTINO del 23 Novembre 2006

Venezia

"Ho dato appuntamento a Prodi tra vent’anni a Venezia"

«Ho dato appuntamento a Prodi tra vent’anni, augurandoci di essere entrambi ancora vivi, per vedere chi aveva torto e chi aveva ragione». Il sindaco, Massimo Cacciari, ha cercato di sdrammatizzare con qualche battuta, convinto che ad essere stata sconfitta sia non tanto la sua linea, quanto la città. «Parlo solo di ciò che so – ha infatti commentato dopo il Comitatone – e so che il MoSE ha delle formidabili criticità dal punto di vista ingegneristico – tecnico, dal punto di vista ambientale, dal punto di vista economico, perché non basteranno i finanziamenti. In base al flusso finora garantito – ha calcolato Cacciari – i lavori minacciano di durare 20 anni anziché concludersi nel 2012, e se un’opera dura 10 anni in più del previsto, costa di più».

Il sindaco ha spiegato che durante la seduta non c’è stata alcuna tensione, che il clima è rimasto, nei limiti del possibile, disteso. «Del resto – ha detto – è andato tutto come previsto, con l’unica piccola variante che il Governo ha votato con voce unica, e che i ministri presenti non hanno neppure aperto bocca». Oltre a Prodi, c’erano il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente), Fabio Mussi (Ricerca Scientifica), Antonio Di Pietro (Infrastrutture), mentre il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, non si è neppure presentato, come del resto Francesco Rutelli (Beni culturali).

C’era il rischio di spaccature, e Prodi ha imposto di parlare (e votare) a nome di tutti. «Normale – ha commentato Cacciari – avrei fatto anch’io così con la giunta». Di mediazioni non s’è parlato. «Non era possibile – ha spiegato il sindaco -: i due ordini del giorno erano contrapposti, netti, secchissimi, assolutamente alternativi. Non è più tempo – ha aggiunto – di pateracchi, di documenti dalle più letture, di posizioni di un tipo a Roma e di un altro a Venezia. Almeno con me – ha sostenuto – mezzucci non se ne fanno più, e ora si sa chi ha votato e cosa».

Cacciari, infine, si è detto contento per il secondo ordine del giorno, che dovrebbe garantire la fase di realizzazione dell’opera. «Ora puntiamo tutto sulla fase di sviluppo dei lavori – ha concluso – e chi più vive, più vedrà». (S.T.)

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Responses

  1. Le parole di Cacciari mi sembrano intelligenti: ha fatto quello che poteva per far cambiare la direzione, non è stato ascoltato e ora giustamente prende atto di chi ha votato che cosa.

    Ma Prodi! Berlusconi ha sempre detto che lui desidera un premierato forte: si può essere d’accordo o no, ma almeno sai che, se lo voti, appoggi la sua idea.
    Prodi, però, è andato al governo promettendo maggiore partecipazione, decisioni condivise, senza scontri… E il suo metodo quale sarebbe? imporre il silenzio quando non si è d’accordo? e i ministri che promettevano fuoco e fiamme (vedi Pecoraro Scanio) ora stanno zitti e buoni? e quelli (vedi Rutelli) che avevano promesso di appoggiare Cacciari, nel momento in cui serve passare dalle parole ai fatti nemmeno si presentano?


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