Pubblicato da: vditella | novembre 25, 2006

Intervista di Giuliano Ferrara al Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro sulla rete televisiva La7 del 24 Novembre 2006

Giuliano Ferrara propone a Di Pietro un confronto tecnico sul MoSE su La7

Ieri sera nel corso di un dibattito televisivo del programma “Otto e mezzo”, il conduttore Giuliano Ferrara ha chiesto al Ministro Di Pietro chiarimenti in merito alle recenti decisioni del governo in favore del progetto MoSE, che hanno suscitato forti critiche e molte perplessità.
Il Ministro ha detto che il MoSE è un progetto unico e innovativo e che, se su questo tipo di progetti di solito la comunità scientifica si divide, compito dei Politici è quello di decidere e di andare avanti. Questa dichiarazione formalmente giusta non tiene conto della modalità con la quale la decisione è stata presa, ed è veramente sorprendente che ad un Ministro, con una storia personale come quella di Di Pietro, sfugga come, in questi casi, ci si comporta per valutare le tesi contrapposte per  poter prendere le necessarie decisioni nella più assoluta trasparenza possibile.

In altre parole nessuno contesta il diritto-dovere del Governo di prendere le decisioni del caso, ma si contesta il metodo di valutazione tecnica adottato a supporto della decisione presa.

Se esistono tesi tecniche o scientifiche contrapposte, logica e buon senso vorrebbero che esse venissero analizzate da un soggetto terzo, con competenze specifiche nella materia in discussione.
Nel caso del MoSE, le pesanti critiche a questo progetto fatte dalla Commissione tecnica del Comune di Venezia, e le soluzioni alternative proposte, quali la Paratoia a Gravità, sono state fatte esaminare e valutare dagli stessi soggetti (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Comitato Tecnico di Magistratura) che da sempre hanno approvato il MoSE, e la decisione politica, come lo stesso Ministro Di Pietro ha dichiarato alla stampa nei giorni scorsi, di bocciare le soluzioni alternative e in particolare la nostra, è stata presa esclusivamente sulla base di queste valutazioni.
É chiaro a tutti che questi soggetti non sono e non possono essere soggetti terzi ed imparziali. Quanto poi alle competenze “secolari” del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (come le ha definite lo stesso Ministro), noi siamo testimoni diretti che nel campo specifico delle tecnologie offshore e marine, su cui è basato il nostro progetto, queste competenze, semplicemente, non esistono. Infatti, quando a fine luglio 2006 abbiamo presentato il progetto Paratoia a Gravità a Roma al Consiglio Superiore, presente il Presidente e una quindicina di esperti, nessuno ha fatto critiche, obiezioni o domande in nostra presenza. Successivamente hanno inoltrato al Ministro un parere negativo, parere che quando abbiamo avuto modo di visionare è risultato basato su argomentazioni tecniche inconsistenti e da noi puntualmente confutate. Lo stesso rituale si è svolto quando abbiamo presentato il nostro progetto ai tecnici ed esperti del Magistrato alle Acque, e anche in questo caso, quando abbiamo avuto modo di esaminare il loro documento abbiamo potuto constatarne la inconsistenza tecnica e scientifica (in questo blog c’è una documentazione molto dettagliata e circostanziata di quanto affermiamo).

Il giornalista Giuliano Ferrara ha invitato il Ministro, affiancato da due Esperti pro MoSE, a presentarsi per un confronto tecnico con il sindaco Cacciari, anche lui affiancato da due Esperti, per discutere pubblicamente nel merito delle questioni.

Si fa presente che anche di fronte a progetti tecnologicamente innovativi, la scelta non può essere ideologica (non è una scelta di religione o di partito politico) o solo perché uno dei progetti (in questo caso il MoSE), formalmente, ha tutti i timbri a posto; un progetto si valuta in funzione delle tecnologie e dei componenti utilizzati, dei tempi e costi di realizzazione, gestione e manutenzione e del suo impatto ambientale.

Il Ministro Di Pietro ha risposto che non c’erano problemi per fare il confronto, ma a noi la sua è sembrata una risposta di circostanza e senza convinzione e ovviamente ci auguriamo di sbagliare. Speriamo quindi di poter assistere, nelle prossime settimane, ad un confronto tecnico pubblico condotto finalmente ad armi pari.

Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani, Paolo Vielmo

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