Pubblicato da: vditella | dicembre 4, 2006

Lettera ai Componenti del Comitatone e note alla relazione del Ministro Di Pietro

On. Presidente del Consiglio dei Ministri 

On. Ministro delle Infrastrutture

On. Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare

On. Ministro dell’Università e Ricerca

On. Ministro dei Trasporti

On. Ministro per i Beni e le Attività culturali

On. Presidente della Regione Veneto

Al Sindaco di Venezia

p.c.

Al Presidente della Corte dei Conti

Oggetto: Progetto di barriere mobili per la difesa di Venezia dalle acque alte. Progetto “Paratoia a Gravità”.

Faccio seguito alla mia precedente lettera del 16 novembre scorso inviata agli stessi Rappresentanti delle Istituzioni in indirizzo, alla decisione presa nella riunione del Comitatone del 22 u.s. e scrivo anche a nome dei colleghi ingegneri Gaetano Sebastiani e Paolo Vielmo.             
Avendo preso visione delle relazioni dei professori Arturo Colamussi, Giovanni Benvenuto e Antonio Campanile, presentate dal Sindaco di Venezia e della relazione del Ministro Di Pietro, scaricata dal sito del Sole 24 Ore [ulteriori informazioni sono disponibili qui n.d.r.], non possiamo esimerci dal fare le seguenti note che sottoponiamo per le loro considerazioni.

  • Le relazioni dei tre Professori asseverano, in modo inequivocabile, la validità delle criticità strutturali del MoSE indicate dagli esperti del Comune di Venezia; facciamo notare che il professor Colamussi conosce il progetto MoSE avendo fatto consulenza per il Consorzio, e i professori Benvenuto e Campanile sono tra i massimi esperti italiani di progettazione navale e marina, in particolare il professor Campanile rappresenta la massima autorità accademica nel campo delle tecnologie navali e marine offshore, essendo l’unico professore in Italia ordinario della cattedra di Strutture offshore. Queste relazioni rappresentano pertanto un parere “super partes” di particolare rilevanza tecnica e scientifica.
  • Undici dei tredici punti critici indicati dagli esperti del Comune di Venezia costituiscono altrettanti vantaggi dichiarati e dimostrati del progetto Paratoia a Gravità rispetto al progetto MoSE, e se a questi aggiungiamo che la Paratoia a Gravità rispetta i requisiti di gradualità, sperimentalità e reversibilità che il MoSE non rispetta, i vantaggi della soluzione da noi proposta risultano evidenti al di là di ogni ragionevole dubbio e indipendentemente dai minori costi e tempi di realizzazione, dai minori costi di gestione e manutenzione, e dal minore impatto ambientale.
    Questo, a nostro avviso, è la prova che gli esperti dei gruppi di lavoro del Magistrato alle Acque e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che hanno formulato le obiezioni e le valutazioni negative al nostro progetto, dei quali non si mette assolutamente in dubbio la professionalità specifica, dimostrano di non avere familiarità con argomenti fondamentali quali statica e dinamica dei galleggianti che sono pure alla base del comportamento statico e dinamico delle paratoie del MoSE, e più in generale con le tecnologie navali e marine offshore su cui si basa il nostro progetto.
    Facciamo notare, in particolare, che la trattazione teorica del professor Campanile chiarisce in modo inequivocabile che la Paratoia a Gravità non ha nulla in comune con la paratoia rovescia a suo tempo esaminata e scartata prima dalla commissione dei “sette saggi” nel 1981 e poi dal Concessionario Unico (argomento utilizzato in diverse occasioni dallo stesso Concessionario ed in questa occasione da alcuni degli Enti chiamati ad esprimere il loro parere, per dimostrare in modo improprio e, ci sia consentito, da incompetenti, la presunta superiorità del MoSE).
  • La relazione del Ministro Di Pietro, sintetizzando i pareri espressi dai vari gruppi di lavoro degli Enti coinvolti dalla Presidenza del Consiglio, cita in diversi punti il nostro progetto con dichiarazioni e critiche generiche da noi già smentite, nel documento allegato alla precedente lettera del 16 novembre, e chiarite nel merito con argomentazioni che sono state successivamente asseverate dai pareri “super partes” espressi dai cattedratici incaricati dal Comune di Venezia. Il documento allegato alla presente esamina e contesta puntualmente alcuni aspetti tecnici della relazione del Ministro, riportando anche argomenti di cui ho avuto personale testimonianza, tutto al fine di una necessaria chiarezza e completezza d’informazione.

Da quanto esposto e dal documento, allegato alla presente, si può facilmente dedurre che il giudizio espresso sul nostro progetto dei gruppi di lavoro degli Enti coinvolti discende dalla incompetenza di chi ha emesso quel giudizio sulle tecnologie proposte. In questo caso non si tratta, come dichiarato, di una comunità scientifica che si divide su un progetto tecnologicamente innovativo, ma di un gruppo di tecnici e cattedratici che hanno approvato il progetto del Concessionario, contenente aspetti critici ancora irrisolti e, per incompetenza nelle tecnologie proposte, giudica non idoneo un progetto che non ha nulla da definire, in quanto utilizza componenti e tecniche di progettazione, costruzione e manutenzione che sono standard nell’ingegneria offshore, un campo completamente diverso da quello in cui loro hanno sempre operato.
Anche l’affermazione che per il nostro progetto sarebbe “del tutto incompatibile un inserimento nell’attuale livello di avanzamento progettuale e realizzativo” è errata, in quanto il progetto Paratoia a Gravità con pontoni sommergibili è perfettamente compatibile con le opere complementari e preliminari realizzate fino ad ora.
Di particolare rilievo ci sembra la prescrizione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: “Beninteso, detta elaborazione esecutiva dovrà tener conto che la realizzazione delle opere alle bocche deve avvenire con i richiesti caratteri di gradualità, flessibilità, reversibilità, e possibile sperimentalità, allo scopo di poter verificare tutti gli aspetti fondamentali connessi con l’efficacia del sistema e della sua gestione”, perché nessuno ha mai spiegato come il MoSE possa essere graduale, sperimentale e reversibile.
Ribadiamo di essere assolutamente consapevoli che i rappresentanti del Potere Esecutivo hanno pieno diritto di porre in atto le decisioni che ritengono più opportune in relazione alle priorità ed agli interessi che si ritiene di perseguire. Non possiamo però accettare che queste decisioni siano giustificate pubblicamente con argomentazioni tecniche non veritiere, come dimostrato anche da pareri qualificati e non “di parte”, che sono lesive della nostra reputazione di progettisti esperti del settore tecnico specifico e che, ci sia consentito, danno il via ad un’opera che non rispetta requisiti fondamentali richiesti dalla legge speciale e che, per l’impatto ambientale, i costi elevatissimi e le criticità progettuali, realizzative e di manutenzione tuttora irrisolte, dovrebbe essere riconsiderata criticamente.
Per quanto ci riguarda continueremo a ribadire questa situazione, a seguire questo progetto nelle modalità che ci saranno possibili, e ad informare l’opinione pubblica in tutte le occasioni che ci saranno consentite.
Ringrazio, anche a nome dei miei colleghi, per l’attenzione che ci vorranno dedicare e porgo
distinti saluti.

Ingegner Vincenzo Di Tella
Padova, 2 Dicembre 2006

Allegato:

  • Commenti alla relazione di Di PietroNote tecniche di commento alla Relazione del Ministro Di Pietro del 10 novembre 2006.

Copia a: ingegner Gaetano Sebastiani, ingegner Paolo Vielmo.

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