Pubblicato da: vditella | gennaio 9, 2007

Da IL GAZZETTINO di Martedì 9 Gennaio 2007

La prima pagina del Financial Times

La prima pagina del Financial Times che sabato ha anticipato a livello mondiale i contenuti dello studio sulla situazione climatica e ambientale elaborato dalla Commissione europea, ha dato al sindaco, Massimo Cacciari, un nuovo spunto per ribadire che il MoSE è un progetto inutile e sbagliato.

L’articolo del giornale inglese è corredato da una foto simbolica: un gruppo di gondole sul Tamigi, davanti a Westminster. Le prospettive, infatti, sono impietose, e per Venezia terribili: il riscaldamento globale potrebbe costare la desertificazione del sud dell’Europa, inondazioni legate a un clima sempre più monsonico, la crescita fino ad un metro del livello medio del mare. Nel caso di un innalzamento della temperatura di 2,2 gradi (la previsione più ottimistica, perché la pessimistica parla di 3 gradi), la Commissione europea valuta che già nel 2020 la spesa per far fronte al disastro delle coste potrebbe essere di 4,4 miliardi di euro. Il Cnr conferma: il livello medio del mare potrà innalzarsi fino a 90 centimetri, le zone a rischio di inondazione in questo secolo sono 33 in tutta Italia, e tra queste tutta la costa tra Rimini e Monfalcone. Con Venezia nel mezzo. Ecco perché per avere un futuro, le gondole dovrebbero migrare sul Tamigi.

«E non è quello che abbiamo sempre sostenuto?» è sbottato ieri il sindaco, Massimo Cacciari, commentando i dati dello studio. «Il MoSE – ha attaccato – si attiene a misure che non hanno nulla di precauzionale, tra noi e i progettisti c’è una radicale divergenza di vedute: io credo che nessuno sappia con precisione cosa succederà, ma so per certo – ha sottolineato il sindaco – che l’ipotesi di una crescita del livello del mare di 17 centimetri da qui a fine secolo, sulla quale si muove il progetto del MoSE, non è precauzionale».

Per questo, Cacciari ha riconfermato che il Comune organizzerà prima dell’estate, al massimo in autunno, una grande conferenza internazionale, chiamando esperti da tutto il mondo per fare il punto su questi temi e rendere ancora più evidenti le ragioni di ostilità del Comune al MoSE, chiarendo se le ipotesi sulle quali si è fondato il progetto delle chiuse mobili alle bocche di porto elaborato dal Consorzio Venezia Nuova risponda ai principi di precauzione e sia in grado di far fronte a scenari radicalmente più pessimistici di quelli preventivati, come quelli invece tracciati dallo studio della Commissione europea.

Per il convegno, Cacciari ha già mobilitato oltre al gruppo di lavoro del Comune sulla salvaguardia anche l’ex pretore Antonio Abrami che, lasciata la Magistratura, ha creato con prestigiosi enti e istituzioni una fondazione scientifica dedicata ai temi ambientali. Si tratta dello “Iaes“, un acronimo del nome inglese dell’Accademia internazionale di Scienze ambientali, che ha sede nell’ex Convento dei Servi di Maria, a Sant’Elena.

Silvio Testa

Commento

Questo articolo riporta, nella sostanza quanto riportato anche dalla Nuova che ho precedentemente commentato. Rimando, per le mie considerazioni, al commento dell’articolo precedente sulla NUOVA.

Vincenzo Di Tella

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