Pubblicato da: vditella | gennaio 9, 2007

Dalla NUOVA VENEZIA di Martedì 9 Gennaio 2007

L’allarme sul clima lanciato dalla Ue riapre la diatriba sull’utilità del MoSE

Il mare si alzerà di 70 centimetri. E il sindaco spera che adesso il governo cambi le sue posizioni.

 Entro il 2070 il livello dei mari aumenterà di 70 centimetri. Sono dati allarmanti quelli che provengono dalla Commissione europea per l’Ambiente. Che riaccendono il dibattito sull’utilità del MoSE e sull’eccessivo numero di chiusure delle bocche che penalizzerebbero la laguna e l’attività economica del porto. «É quello che diciamo invano da tempo», scuote la testa il sindaco Massimo Cacciari, «il progetto MoSE si basa su una previsione che non è per nulla precauzionale».
In sostanza, i presupposti su cui è fondato il progetto di dighe mobili – approvato dal governo Berlusconi nel 2003 e confermato da Prodi a fine novembre, nonostante il voto contrario del Comune – verrebbero ora rimessi in discussione. Gli studi del Corila, il Consorzio Ricerca laguna a cui il Magistrato alle Acque ha affidato anche il monitoraggio dei cantieri del MoSE, aveva fatto una previsione di aumento del livello del mare per il 2100 di 17-20 centimetri. «Valori sottostimati», dice Cacciari, «e su questo punto ci sono valutazioni assolutamente diverse tra il governo e la Regione da una parte e il Comune dall’altra». Insomma («Senza polemiche per carità, ma i fatti sono fatti») il sindaco riapre il dibattito sulla questione MoSE. «Stiamo organizzando una grande conferenza internazionale», annuncia, «che si terrà a Sant’Elena, con esperti di tutto il mondo per mettere a confronto le ipotesi scientifiche e far sentire le nostre ragioni». Settanta centimetri di aumento del livello del mare significano in pratica acqua alta tutti i giorni. Chiaro che la strategia della salvaguardia dovrebbe a quel punto essere totalmente rivista. Così come il progetto MoSE, pensato per essere sollevato poche volte l’anno. Che tra 50 anni potrebbe essere già vecchio. Nel corso del 2006, secondo i dati diffusi dall’Ufficio maree del Comune, una sola volta l’acqua alta ha superato i 110 centimetri, tre volte i 100. «Il MoSE costato 4 miliardi e mezzo di euro sarebbe stato utilizzato solo per un’ora e 20 in un anno», dice il verde Gianfranco Bettin, «forse val la pena di ripensarci».
Ma adesso i dubbi non vengono dagli ambientalisti, ma dalla commissione europea. Che sulla scia dell’Ipcc ha radicalmente modificato le previsioni del Corila. «Abbiamo avuto uno scambio di lettere con il Corila», rivela Cacciari, «e le posizioni sono molto lontane». Un punto importante, perché tra breve il ministro per la Ricerca scientifica Fabio Mussi dovrà dare seguito operativo all’ordine del giorno approvato dal Comitatone sui controlli super partes. «É evidente», dice Cacciari, «che non potranno farli quelli che lo hanno fatto finora. Attendiamo con fiducia. E speriamo non si vada a un’altra rottura con il governo, con un nostro voto contrario al prossimo Comitatone. Sarebbe molto grave». (a.v.)

Commento

La relazione della Commissione Europea conferma quanto da noi detto in più occasioni, riportate anche in questo blog, e cioè che le previsioni sull’effetto serra sono quanto di più incerto ci sia e sulle quali il mondo scientifico è diviso e che quindi è estremamente rischioso fissare questo dato come un dato di progetto. Se chiediamo a dieci esperti di fare una previsione avremo venti numeri perchè ognuno, nella totale incertezza, farà un’ipotesi di minima e di massima della previsione, e anche se possiamo farne la media avremo dieci numeri certamente diversi tra loro.
Su questo articolo, in seguito alle previsioni presentate dalla Comunità europea, si mette in evidenza l’inadeguatezza del MoSE per quanto riguarda il dato di progetto e si evidenzia che il MoSE così com’è stato progettato e approvato (60 cm di eustatismo in cento anni) in un evento del genere dev’essere lasciato abbandonato in fondo al mare prima di 50 anni, come scritto dall’ingegner Scotti, in una risposta alla nostra domanda sulla reversiblità (si legga l’articolo dell’ingegner Scotti su questo blog).
Ma qui si vuole riportare l’attenzione su un aspetto ben più importante e fondamentale per qualsiasi sistema per la chiusura totale e/o parziale delle bocche di porto progettato per una durata di almeno cento anni ed è il requisito della reversibilità ovvero della rimovibilità che consente di riposizionare e di adeguare nel tempo le opere in funzione degli scenari che effettivamente si presentano.
La progettazione di un sistema reversibile non è determinata dal dislivello di progetto mare-laguna dovuto all’eustatismo.
É quindi veramente insensato procedere con un progetto che non rispetta questo requisito che, tra l’altro, è chiaramente imposto dalla legge speciale.
Per quanto riguarda l’auspicio del sindaco Cacciari, che ci siano dei controlli indipendenti e che i controlli non potranno farli quelli che li hanno fatto finora, noi auspichiamo che tra i controlli da fare ci sia, prima di tutto, la verifica del rispetto dei requisiti di progetto e non della interpretazione che ne da il progettista che non ha nessun fondamento nel significato letterario del termine (vedi la lettera di commento alla lettera dell’ingegner Scotti su questo blog).

Vincenzo Di Tella

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