Pubblicato da: vditella | febbraio 24, 2007

Dalla NUOVA VENEZIA di sabato 24 febbraio 2007

Il sindaco scrive al presidente della commissione Petizioni di Bruxelles

MoSE, Cacciari all’Ue: «Venite in laguna»

Martedì la seduta per sentire le ragioni degli oppositori alla grande opera
Il Comune invita i commissari a vedere i lavori che avanzano

ALBERTO VITUCCI

 «La commissione europea venga a Venezia per rendersi conto della bontà delle proposte di revisione del MoSE messe a punto dal Comune». L’appello, firmato dal sindaco Massimo Cacciari, è stato inviato ieri al presidente della commissione Petizioni dell’Ue Marcin Libicki.
 Alla vigilia della seduta plenaria (prevista per il 27 febbraio) in cui la commissione discuterà del MoSE, si riapre un dibattito che sembrava archiviato dopo la decisione del governo di far proseguire i lavori alle bocche di porto. Saranno i comitati di cittadini e gli esponenti dell’Assemblea No Mose ad illustrare la loro posizione contraria alla grande opera i cui lavori sono già in fase avanzata. E ora nel dibattito si inserisce il Comune. Nella sua lettera inviata a Bruxelles, il sindaco Cacciari ribadisce la posizione dell’amministrazione comunale, e invita i commissari a intervenire. Vengono ribadite le critiche al MoSE frutto di un lavoro di tecnici e esperti. «Dopo il suo avvio, questo progetto mantiene perplessità e dubbi», scrive Cacciari. Lunga la lista delle inadempienze. La «regolarità delle procedure seguite, non ultima la mancanza di una Via positiva e il mancato rispetto della Direttiva europea sugli habitat», scrive il sindaco, «per cui è in corso una procedura di infrazione da parte della commissione Ambiente Ue». E, ancora, la funzionalità complessiva dell’opera, la sua compatibilità con la portualità veneziana e l’efficacia in vista dell’innalzamento del livello del mare per il prossimo secolo. Infine, il «sofisticato sistema tecnologico di funzionamento» (tutte le apparecchiature, cerniere e connettori sono sott’acqua) che comporta «costi esorbitanti in perpetuo». Una lista di dubbi, anche di carattere scientifico, che consiglierebbe, secondo il Comune, una condotta più prudente. La proposta, ribadisce il sindaco Cacciari, è quella di attuare subito interventi di riduzione dei colmi di marea per le acque alte più frequenti. Dando così il tempo di studiare i «metodi di difesa più idonei viste le novità sui cambiamenti climatici previsti». «Il progetto MoSE va rivisto», conclude Cacciari, «sviluppando soluzioni tecnologiche più semplici e meno costose, e seguendo i principi di legge di sperimentalità, gradualità e reversibilità. Recuperando le opere preliminari già eseguite come i porti rifugio e le dighe foranee». E fermandosi prima dell’avvio della «fase 2», lo scavo delle tre bocche per inserire le enormi basi in calcestruzzo e i milioni di metri cubi di cemento che dovranno sostenere le paratoie. Un appello, quello del sindaco, che difficilmente potrà essere ignorato, provenendo dal governo della città interessata. In casi precedenti (come per la Tav, le grandi opere di Siviglia e Madrid), la commissione ha chiesto e ottenuto dai governi uno stop ai lavori e garanzie precise sul loro proseguimento.

Commento

La lettera del Sindaco esprime tutte le perplessità sul progetto MoSE che sono ampiamente discusse in questo blog.
C’è da augurarsi solo che questa volta ci sia un vero confronto tecnico di merito che, partendo dall’esame degli aspetti strutturali critici del MoSE, possa far emergere la validità delle proposte fatte dal Comune di Venezia.

vditella

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