Pubblicato da: vditella | marzo 1, 2007

Dalla NUOVA VENEZIA Di giovedì primo marzo 2007

Alternative, nuovo memoriale dell’ingegner Di Tella all’Ue

MOSE Progettista contro «il monopolio»

Il monopolio ha impedito il confronto delle alternative e la ricerca di soluzioni tecniche diverse per la salvaguardia. E alle domande di merito «il ministro Di Pietro non ha mai dato risposta». L’ingegnere Vincenzo Di Tella, tra i maggiori esperti di tecnologie offshore, è il progettista delle «paratoie a gravità», uno dei progetti alternativi al MoSE esaminati dal Comune. La sua proposta è stata scartata dal governo, che ha deciso di autorizzare il proseguimento dei lavori del MoSE. E ieri ha inviato un nuovo memoriale al ministro delle Infrastrutture Di Pietro, al sindaco Cacciari e alla commissione europea per le Petizioni. L’ingegnere cita la sentenza della sezione di Controllo della Corte dei Conti del 18 marzo 1997: «Gli interventi eseguiti e progettati esclusivamente dal concessionario hanno provocato una sorta di monopolio con potenziali riflessi sulla mancata comparazione di tutte le soluzioni tecniche, progettuali e realizzative teoricamente prospettabili». Una profezia e un vizio d’origine, accusa l’ingegnere. Che attacca l’ex sindaco Paolo Costa. «La sua difesa del MoSE è un accanimento terapeutico», dice, «perché non guardarsi intorno alla luce dei nuovi studi?»
Si riaccende l’annosa polenica sulla grande opera. La stura l’ha data la decisione della Commissione Petizioni del Parlamento europeo che ha deciso di aprire un’istruttoria dopo la richiesta e l’audizione dei Comitati dell’Assemblea permanente NoMose. E la lettera del sindaco Cacciari, che ha ribadito il parere contrario dell’amministrazione comunale chiedendo ai commissari di venire in laguna per rendersi conto della bontà delle proposte di revisione sostenute dal Comune. Una linea fortemente contestata da Paolo Costa, ex ministro dei Lavori Pubblici, predecessore di Cacciari e da sempre grande sostenitore del MoSE. «Disprezzo istituzionale», ha detto, «Cacciari dovrebbe rispettare le decisioni del Comitatone. Ma il sindaco va avanti e sostiene coerentemente la sua linea. E ora le polemiche si spostano a Bruxelles, dove le commissioni dovranno esprimersi anche sulle accuse di «illegittimità» della grande opera.
Intanto c’è polemica anche sul dibattito che si è svolto in commissione a Bruxelles. A cui oltre ai membri della commissione hanno partecipato lo stesso Costa – presidente della commissione Trasporti che si è iscritto un mese fa alle Petizioni – e Lia Sartori, ex presidente del Consiglio regionale, eurodeputata di Forza Italia e compagna di Vittorio Altieri, titolare dello studio di progettazione di Thiene che lavora con Mantovani e il Consorzio Venezia Nuova. «Un bel conflitto di interessi», dice l’architetto Fernando De Simone, autore di un progetto di dighe alternativo scartato dal governo. (a.v.)

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