Pubblicato da: vditella | marzo 9, 2007

Dal Corriere del Veneto di mercoledì 7 marzo 2007

Dopo le dichiarazioni del premier l’ingegner Di Tella scrive a Prodi

Le Iene di Sortino “azzannano” il MoSE

VENEZIA – A metà dicembre aveva fatto irruzione nei palazzi della politica veneziani con il classico completo giacca e cravatta di color nero, come gli occhiali. Lunedì sera, nella puntata settimanale delle “Iene”, è andato in onda il maxi-servizio di Alessandro Sortino sul MoSE. Quasi 24 minuti, nei quali il giornalista della fortunata trasmissione di Italia Uno ha ripercorso la vicenda delle dighe mobili attraverso le voci di molti dei protagonisti, dal sindaco Cacciari al governatore Galan, dagli attivisti NoMose al presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati e al progettista Alberto Scotti. Fino al ministro Antonio Di Pietro, grande artefice del via libera di novembre al MoSE, prima in consiglio dei ministri, poi al successivo Comitatone.

Il ministro delle Infrastrutture, in pieno stile dipietrese, ha ribadito di non apprezzare la concessione unica al Consorzio, uno dei punti su cui fa leva la petizione al Parlamento europeo degli anti-MoSE. “Se fosse stato per me – ha detto il ministro – tanti anni fa quando hanno deciso il MoSE, lo avrei messo in gara. Siccome lo stanno già facendo, non si può fare”. Incalzato sulle garanzie, Di Pietro ha risposto che “l’unica garanzia è quella di controllare opera per opera, fatturella per fatturella, mica è tutto rose e fiori”. Per poi concludere: “Non sono affatto sicuro (sul MoSE, n.d.r.), il problema è che la frittata è già fatta”. Affermazioni che fanno il paio con quelle pronunciate alcuni giorni fa a Radio 24 dal premier Romano Prodi. “Può darsi che il MoSE non sia la soluzione ideale – aveva detto Prodi – ma nella vita bisogna fare le cose che si possono fare, le cose migliori. Non abbiamo visto alternative per la salvezza di Venezia”. Parole che avevano sollevato le proteste degli oppositori alle dighe mobili e anche di Vincenzo Di Tella e del suo gruppo di progettisti delle “paratoie a gravità“. “Purtroppo non c’è stato un confronto tecnico equilibrato e trasparente fra il MoSE e le alternative – scrive Di Tella in una lettera aperta a Prodi – la decisione di proseguire con l’opera è stata pubblicamente contrastata da suoi autorevoli Ministri“.

L’ultimo interrogativo lanciato da Sortino riguarda la gestione del MoSE. I cinque saggi internazionali avevano infatti raccomandato, nella loro relazione, di “associare la responsabilità della costruzione dell’opera a quella della sua gestione”, perchè anche sostanzialmente il costruttore avesse il massimo interesse a far bene l’opera. Il Consorzio gestirà invece il MoSE solo tre anni, dopo di che si scioglierà.

A.Zo.

Commento

La lettera aperta al presidente Prodi, completa, si può leggere nell’OPINIONE pubblicata da Il Gazzettino, mercoledì, 7 marzo.
Vorrei richiamare l’attenzione sull’ultimo capoverso: Il Consorzio si scioglierà dopo tre anni. Ricordiamo che la manutenzione delle Paratoie del MoSE, che prevede la loro rimozione, è prevista iniziare dopo cinque anni e cioè due anni dopo che il Consorzio si è sciolto.
Lascio ai lettori ogni commento!

Un commento lo riporto dalle lettere pubblicate oggi dalla Nuova Venezia:

Le Iene, il MoSE e i giochi nell’acquario

Ho visto il servizio delle Iene sul MoSE, ho provato una vera delusione nel sentire le risposte degli intervistati: sono stati patetici, sembrava che parlassero di un intervento da fare su un acquario. Disarmanti le risposte dell’ingegner Mazzacurati e incredibile che la responsabilità del Consorzio Venezia Nuova si riduca a soli tre anni sui lavori eseguiti, alla pari della garanzia di un autoveicolo o di un elettrodomestico.
Incredibile il disegnino delle cerniere su cui si muoveranno le paratoie presentato dal progettista ingegner Alberto Scotti, sarebbe un progetto su cui stanno studiando i suoi tecnici, forse sono più complicate quelle per le moderne finestre a doppia apertura. Il paragone imbarazzante del presidente Galan sulla reversibilità del manufatto, se non funzionano le paratoie rimarranno in fondo al mare. L’opinione del ministro Di Pietro, paragonare il MoSE a due uova per cui la frittata è fatta e si deve andare avanti, io aggiungerei che non è ancora cotta ed è demenziale farla bruciare.
Cari signori avete dato delle risposte insignificanti e puerili, dimenticando che questo giochino costa al contribuente quattro miliardi e duecento milioni di euro!

Giovanni Tonini Venezia

Signor Tonini,
il disegnino delle cerniere mostrato nel servizio di Sortino è quello del progetto definitivo che ha la femmina cementata nei cassoni di fondazione e quindi non è neppure smontabile per una eventuale riparazione. Ciò nonostante quel progetto è stato approvato!

v.ditella

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: