Pubblicato da: vditella | marzo 20, 2007

Da IL GAZZETTINO di martedì 20 marzo 2007

ITALIA NOSTRA
Contro il MoSE appello a Napolitano

(S.T.) «Andremo avanti». È l’unico commento che il presidente nazionale di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, si è lasciato sfuggire ieri non volendo né confermare né smentire la notizia che la storica associazione ambientalista avrebbe in cantiere un ulteriore siluro contro il MoSE. In pratica, da quel poco che è filtrato, dovrebbe trattarsi di un ricorso straordinario al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per invalidare la delibera del Comitatone che ha dato il 22 novembre scorso il via libera definitivo al progetto delle chiuse mobili alle bocche di porto. Il ricorso dovrebbe venire notificato nei prossimi giorni al Magistrato alle Acque e al Consorzio Venezia Nuova, e poi venire presentato alla presidenza della Repubblica. Secondo i legali di Italia Nostra, la delibera del Comitatone dovrebbe essere illegittima perché i ministri competenti non l’hanno potuta votare, dato che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, aveva sostenuto che il Governo «doveva parlare con una voce sola». In consiglio dei ministri il Governo si era spaccato, e dunque Prodi aveva blindato il Comitatone dove Alfonso Pecoraro Scanio (Ambiente), Flavio Mussi (Ricerca scientifica), Alessandro Bianchi (Trasporti) avrebbero altrimenti votato contro, sposando la linea dei progetti alternativi portata avanti dal sindaco, Massimo Cacciari.

Commento

Questa notizia riportata oggi sui quotidiani veneziani (vedi anche il post precedente) è una novità assoluta e particolarmente interessante.
Non sono un esperto di legge e procedure legali, ma da semplice cittadino faccio due considerazioni:

  • Se per legge si costituisce un Comitato che deve esprimersi su qualsiasi argomento, mi sembra a dir poco strano che il presidente del consiglio, senza una nuova legge che stabilisca una procedura diversa, possa evitare che i componenti di questo Comitato, sia pure membri del governo, si esprimano singolarmente avocando a se stesso le decisioni. Correttezza e trasparenza richiederebbero che si dica chiaramente che le decisioni vengono prese dal governo e si elimini questo inutile teatrino.
  • Entrando più nel merito della composizione del Comitatone che per legge deve approvare i progetti per la salvaguardia di Venezia, mi sembra a dir poco strano che si dia il voto ai sindaci della gronda lagunare, al presidente della Regione veneta e si eviti che autorevoli Ministri, competenti per le specifiche discipline coinvolte nel progetto, possano esprimersi nel merito.

C’è da chiedersi dove andiamo a finire.

v.ditella

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