Pubblicato da: vditella | marzo 20, 2007

Dalla NUOVA VENEZIA di martedì 20 marzo 2007

Pagina 15 – Cronaca

di Alberto Vitucci

«MoSE, quel Comitatone fu illegittimo»

Italia Nostra ricorre al presidente Napolitano
«I ministri presenti non poterono votare»

Il capo dello Stato ha il potere di invalidare la delibera che fa ripartire i lavori

L’ultima delibera del Comitatone che ha autorizzato il proseguimento dei lavori del MoSE potrebbe essere illegittima. Ne sono convinti i legali di Italia Nostra, l’associazione nazionale per la difesa del territorio, che ha deciso di ricorrere contro la delibera approvata nel novembre scorso dal comitato dei ministri presieduto da Romano Prodi. La strada prescelta potrebbe essere quella del ricorso al presidente della Repubblica, che in questi casi ha la potestà di annullare le delibere di governo. Una decisione clamorosa, che potrebbe riaprire gli scenari sulla salvaguardia.
Massimo riserbo dai vertici di Italia Nostra. «Una cosa posso confermare: che noi non molliamo», si limita a dire Carlo Ripa di Meana, presidente nazionale dell’associazione. La tesi dei ricorrenti sarebbe molto semplice: nei collegi «formali» occorre un voto espresso a maggioranza dai presenti. Non era successo così il 23 novembre del 2006, quando il premier aveva fatto sapere che il governo si sarebbe espresso con un unico voto. Così è andata. E quel giorno, tra aspre polemiche, il «sì» al MoSE era passato di stretta misura. Voto favorevole di Prodi e del presidente della Regione Giancarlo Galan, del sindaco di Jesolo Francesco Calzavara. Voto contrario del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, astenuti i sindaci di Mira (Roberto Marcato) e di Chioggia (Fortunato Guarnieri). Non hanno votato i ministri presenti, Antonio Di Pietro (che si era dichiarato favorevole), Alfonso Pecoraro Scanio dell’Ambiente (contrario), Fabio Mussi della Ricerca scientifica (contrario), e Alessandro Bianchi (Trasporti). Quanto basta, secondo gi ambientalisti, per invalidare la delibera.
Nei prossimi giorni il ricorso dovrebbe essere notificato alla Presidenza della Repubblica. E spetterà al Quirinale e allo speciale ufficio che si occupa di queste questioni decidere. Era già successo in passato che fosse il Capo dello Stato a intervenire su questioni controverse come ad esempio le municipalità e la Città metropolitana. Ora il presidente potrebbe decidere di annullare la delibera. Un atto contemplato dalla normativa, anche se non molto frequente. In questo caso il Comitatone dovrebbe essere riunito nuovamente, per far pronunciare i ministri sulla questione che non hanno potuto votare in novembre. Situazione delicata, perché il Capo dello Stato Giorgio Napolitano è atteso a Venezia per il prossimo fine settimana. E si dovrà incontrare con le autorità locali, che sul caso MoSE hanno idee molto diverse. Contrari il sindaco Cacciari e il presidente della Provincia Davide Zoggia, favorevole il presidente Galan. Ma la politica, con il ricorso, non c’entra.

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