Pubblicato da: vditella | marzo 21, 2007

Da IL GAZZETTINO di mercoledì 21 marzo 2007

RICORSO AL CAPO DELLO STATO

Italia Nostra: «Illegittimo il voto in Comitatone che ha dato il via al MoSE»

(S.T.) Italia Nostra, nella persona del suo Presidente Carlo Ripa di Meana, ha impugnato con un ricorso straordinario al Capo dello stato, chiedendone l’annullamento previo sospensione, la delibera assunta dal Comitato Interministeriale dei Ministri per Venezia (Comitatone) nella seduta del 22 novembre 2006. Come già anticipato ieri, con tale iniziativa l’associazione rileva le gravi irregolarità emerse in quella sede. Più in particolare, nella riunione del Comitato del 22 novembre, i ministri intervenuti non hanno avuto la possibilità di esprimere qualsivoglia valutazione in merito alle proposte del sindaco Cacciari (pesantemente critico del MoSE e favorevole alle possibili alternative), e il voto che sarebbe spettato loro individualmente è stato assorbito nel voto unitario espresso da Prodi a nome di tutto il Governo.

«Tale modalità – sostiene il legale di Italia Nostra Emiliano Bandarin Troi – implica due gravi profili di illegittimità:

  1. Il primo è legato alla circostanza che l’art. 4 della legge istitutiva del Comitato (legge 798/1984) riconosce un voto al Presidente del Consiglio ed un proprio voto è riconosciuto anche a ciascuno dei Ministri la cui partecipazione al Comitato è prevista dalla legge istitutiva. Nessun voto invece è riconosciuto unitariamente al Governo.
  2. Sotto un profilo sostanziale è stato poi rilevato che la partecipazione al Comitato dei Ministri è funzionale alla tutela degli interessi riferiti a ciascun ambito di competenza».

Alla luce di ciò, Italia Nostra sostiene che risulta evidente come l’avere precluso ai ministri di discutere collegialmente l’oggetto della deliberazione e conseguentemente esprimere individualmente il proprio voto, implica altresì che in merito all’oggetto deliberato la volontà del Comitato si sia formata senza avere approfondito quei profili di interesse dei quali i singoli ministri sono individualmente portatori in relazione alle specifiche materie di competenza, e la cui valutazione risulta particolarmente importante proprio in relazione alle determinazioni riguardanti il futuro di Venezia e della sua laguna, e quindi a fronte di un’istruttoria nella sostanza assente.

Commento

Oggi abbiamo la conferma di quanto era stato anticipato ieri dai quotidiani Il Gazzettino e La Nuova Venezia.
Nel commento alla notizia di ieri avevo riportato il mio parere da privato cittadino per nulla esperto di questioni giuridiche e legali.
Le motivazioni addotte dal legale di Italia Nostra sono in linea con quanto avevo anticipato.
Questo aspetto, al di là delle conseguenze che potrà avere sul proseguimento del progetto elaborato dal Consorzio Venezia Nuova, mostra ancora una volta come il regime del Concessionario Unico abbia condizionato in modo assolutamente irrituale la conduzione del progetto e la realizzazione delle opere per la salvaguardia della laguna veneta. Ricordo in proposito quanto profetizzato con chiara lungimiranza dalla sentenza delle Corte dei Conti di circa dieci anni fa che ho richiamato nella lettera aperta al Presidente del Consiglio riportata integralmente da Il Gazzettino di mercoledì 7 marzo scorso.

v.ditella

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