Pubblicato da: vditella | marzo 22, 2007

Da IL GAZZETTINO di giovedì 22 marzo 2007

Riportiamo due articoli

SALVAGUARDIA

MoSE, il sindaco da Napolitano

«Al capo dello Stato in visita a Venezia parlerò del voto in Comitatone»

«Direttamente o indirettamente qualche cosa gli dirò». La settimana prossima il sindaco, Massimo Cacciari, non perderà l’occasione della visita a Venezia del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per affrontare con lui il tema del MoSE, dopo il ricorso al Capo dello Stato notificato agli interessati da Italia Nostra.

Il presidente nazionale dell’associazione, Carlo Ripa di Meana, è annunciato per oggi a Venezia per illustrare nel dettaglio il ricorso, che è stato preparato dall’avvocato Emiliano Bandarin Troi, e che è incentrato sulla decisione del presidente del consiglio, Romano Prodi, di non far votare lo scorso 22 novembre, in Comitatone, i ministri competenti, sostenendo che il Governo doveva parlare con una voce sola.

Prodi votò per la prosecuzione dei lavori del MoSE, assieme al presidente della Regione, Giancarlo Galan, e al sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara; Cacciari votò contro, i sindaci di Chioggia, Fortunato Guarnieri, e di Mira, Roberto Marcato, si astennero. Se i ministri avessero potuto votare, forse il MoSE sarebbe passato lo stesso, ma il Governo avrebbe fatto una figura da chiodi perché, se il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, avrebbe votato con Prodi, i ministri dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, della Ricerca scientifica, Fabio Mussi, dei Trasporti, Alessandro Bianchi, avrebbero invece votato con Cacciari.

Secondo Italia Nostra, il voto “unitario” sarebbe illegittimo perché in contrasto con la legge istitutiva del Comitatone e perché avrebbe impedito un esame collegiale e alla luce degli interessi difesi dai singoli dicasteri delle proposte alternative al MoSE avanzate da Cacciari.

«Sono esattamente le cose che diciamo da quel dì», ha dunque commentato il sindaco, annunciando l’intento di parlarne personalmente con Napolitano. «Certo non lo farò in un luogo dove far polemica con Galan – ha aggiunto – ma nei luoghi dovuti e nei modi dovuti qualcosa dirò». Cacciari ha concluso affermando di non voler comunque sollevare polveroni, ribadendo che per lui la vicenda si è in ogni caso conclusa con il voto del Comitatone.

S.T.

CANTIERI

La Soprintendenza “invita” i Comuni a intervenire

(S.T.) La forma è neutra, burocratica, ma nella sostanza è un richiamo ai Comuni di Venezia, Cavallino e Chioggia, a intervenire sui cantieri di Malamocco di prefabbricazione dei cassoni del MoSE, ritenuti illegittimi perché mai autorizzati. Parliamo di una lettera che la soprintendente, Renata Codello, ha inviato ai tre sindaci, Massimo Cacciari, Erminio Vanin, Fortunato Guarnieri, ma per competenza anche al presidente della Regione, Giancarlo Galan, in quanto presidente della Commissione di Salvaguardia, e per conoscenza a tutti i sindaci dei Comuni della gronda lagunare. Vi si dice («Si coglie l’occasione per ricordare…») che, in forza della legge speciale, nella conterminazione lagunare, nei centri storici di Chioggia e Sottomarina, nelle isole di Pellestrina, Lido e Sant’Erasmo, le autorizzazioni in materia paesaggistica sono di competenza della Commissione di Salvaguardia. E i cantieri di prefabbricazione dei cassoni del MoSE non sono mai stati autorizzati dalla Salvaguardia!

Già l’anno scorso la Soprintendenza aveva contestato al Magistrato alle Acque le mancate autorizzazioni, ma la presidente del Mav, Maria Giovanna Piva, aveva replicato affermando che i cantieri in questione avevano avuto sia la Valutazione di impatto ambientale che le Valutazioni di incidenza ambientale (osservazioni criticate dal Ministero dell’Ambiente). La lettera della Piva era stata inviata con la richiesta di un parere all’Avvocatura dello Stato, che ha risposto con un giudizio che ai più è parso non dirimente, ma che comunque la Codello ha inviato a tutti con la lettera di cui stiamo parlando.

Il punto è, però, che nel frattempo Maria Giovanna Piva ha alla fine ritenuto di dover chiedere il parere paesaggistico sui cantieri di prefabbricazione (lo ha anche annunciato ai giornali), i cui progetti sono stati quindi inviati alla Regione. Non però alla Commissione di Salvaguardia, ma alla Direzione Urbanistica e Beni ambientali! Non resta che attendere per capire come l’organismo collegiale e l’ufficio regionale dirimeranno la questione. Anzi, come ne uscirà l’ing. Roberto Casarin, che presiede questo e quello.

Commento

Gli articoli del Gazzettino riprendono la notizia di ieri sul ricorso al Capo dello Stato e la presa di posizione della Soprintendenza verso i Comuni della gronda lagunare.
I commenti che si possono fare sono gli stessi in calce al post precedente.

v.ditella

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