Pubblicato da: vditella | aprile 14, 2007

Il MoSE nei video del web

Si segnalano alcuni video presenti nella rete internet, il cui tema è il progetto MoSE e la salvaguardia di Venezia. Si ringrazia fin da ora per eventuali ulteriori segnalazioni.

  • I Misteri di Venezia: il giornalista televisivo Alessandro Sortino, inviato della trasmissione televisiva Le Iene, indaga sulle contraddizioni del progetto MoSE.
    – Video ufficiale del sito delle Iene: prima parte e seconda parte.
    – Registrazione dalla tv, in formato divx, del servizio (cliccare qui col tasto destro e scegliere "Salva con nome" per scaricarlo sul proprio pc, altrimenti la visione in streaming potrebbe risultare a scatti)
  • EuroNews – IT – Europeans: Venezia minacciata dai cambiamenti climatici. Visione su Google Video.

AGGIORNAMENTO DEL 19 APRILE 2007

  • Report di Rai Tre, Lavori sfiniti di Stefania Rimini: estratto dal servizio citato, si riporta l’inchiesta su costi e tempi del MoSE (per vedere solo questo servizio cliccare qui col tasto destro e scegliere "Salva con nome" per scaricarlo sul proprio pc). Se si desidera invece vedere l’intero programma, andare a questa pagina.

I commenti alle dichiarazioni del Ministro Di Pietro sono riportati nel post del 20 Aprile.


Riportiamo l’articolo di Oggi, 19 Aprile 2007 sulla NUOVA VENEZIA

Iniziati i lavori per la «betoniera gigante»

Produrrà milioni di tonnellate di cemento per le dighe mobili

Santa Maria del Mare e Ca’ Roman hanno già cambiato volto. Polemica sulle autorizzazioni

ALBERTO VITUCCI

Il cuculo nell'oasi di Santa Maria RomanI lavori per fabbricare «il mostro», come lo chiamano pescatori e ambientalisti, sono già cominciati. E Ca’ Roman e Santa Maria del Mare hanno cambiato volto.
 Il «mostro» è la più grande betoniera d’Europa che dovrà produrre milioni di tonnellate di calcestruzzo per fabbricare i cosiddetti «cassoni», cioè le basi in cemento del MoSE da mettere sul fondo delle tre bocche di porto. Enormi blocchi in calcestruzzo di 150 metri per 30, alti venti metri che secondo Magistrato alle Acque e Consorzio Venezia Nuova devono essere fabbricate sulla spiaggia di Ca’ Roman e di Santa Maria del Mare, luoghi di interesse ambientale tutelati dalla normativa europea. E i lavori sono già partiti, nonostante le accese polemiche sulla mancanza di autorizzazioni per i cantieri, inizialmente previsti a Cagliari.
 Polemiche rilanciate ora dalla commissione di salvaguardia che ha bloccato l’altro giorno un nuovo progetto presentato dal Magistrato alle Acque che prevede la costruzione a Santa Maria del Mare – nell’area dove sorgeva la comunità della Caritas – di un vero e proprio villaggio con depuratori, fognature, servizi, acquedotto, capace di ospitare 400 operai. La Salvaguardia non l’ha nemmeno esaminato, perché si riferiva a un progetto che non ha avuto mai alcuna autorizzazione dalla stessa Salvaguardia. Proprio su questo punto sono incentrate le polemiche, e i numerosi esposti presentati dalle associazioni ambientaliste che hanno provocato l’apertura di un’inchiesta, peraltro ferma da due anni. Nei giorni scorsi Soprintendenza e Comune hanno convenuto sullo stato dei fatti. Cioè che i cantieri siano «sprovvisti» di autorizzazione paesaggistica, che doveva essere rilasciata dalla Salvaguardia. Ma non è ancora chiaro chi debba intervenire. Accuse di illegittimità sono state lanciate anche dal ministero per l’Ambiente, ma nulla è successo. «Si tratta di opere provvisorie», dice la presidente del Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva, «non c’è bisogno di autorizzazione ma comunque la manderemo alla Regione». Un groviglio che si complica. Intanto, anche senza autorizzazioni, i lavori del «mostro» procedono veloci. E la polemica continua. Anche sulla congruità del progetto. «Le previsioni fatte da organi terzi e internazionali sull’aumento del livello dei mari», scrivono gli ingegneri Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani e Paolo Vielmo in una lettera aperta al ministro Di Pietro, «dimostrano che le previsioni fatte per il MoSE erano completamente errate. E il progetto non rispetta i requisiti di legge della reversibilità». Un dibattito che gli studiosi considerano non concluso. Invitando il ministro Di Pietro a studiare i loro progetti alternativi, «troppo frettolosamente accantonati» come ha detto il ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

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