Pubblicato da: vditella | aprile 20, 2007

Dalla NUOVA VENEZIA di Venerdì, 20 Aprile 2007

APPELLO

L’ex segretario Idv a Di Pietro: «Cambiate quel progetto»

«Caro ministro, stai sbagliando». Una lettera aperta al responsabile delle Infrastrutture Antonio Di Pietro è stata inviata ieri da Danilo Rosan, ex responsabile veneziano del partito Italia dei Valori, fondato dall’ex pm, che si è dimesso per protesta qualche mese fa contro le decisioni sul MoSE. «Bravo ministro, ho sentito che in tv Lei parlava degli interessi primari del Paese e delle concessioni da revocare», attacca Rosan, «della lotta ai monopoli e agli sprechi. Peccato che tutto questo non sia stato applicato al MoSE».
«Si dicono cose fuorvianti sul MoSE», continua la lettera, «e si tace sul fatto che finora sono stati fatti solo lavori complementari». «L’opera costerà molto ai contribuenti, con le incognite della manutenzione», conclude Rosan, «e non è detto che salverà Venezia, basta leggere gli studi dell’Ipcc. Come spesso dice lei, i detti popolari aiutano. Allora perché avete chiesto all’oste se il vino è buono? Venezia va salvata con opere reversibili e compatibili con l’ambiente. Siete ancora in tempo a cambiare rotta». (a.v.)

Commento

Questa denuncia di Danilo Rosan sul MoSE e l’invito al Ministro di cambiare rotta sono la dimostrazione che in politica c’è ancora chi crede nell’interesse dello Stato.
Si mettono giustamente in evidenza le mistificazioni che si dicono sul progetto facendo intendere che ormai si è speso tanto che non si può tornare indietro, e sui costi di gestione e manutenzione che essendo proporzionali al costo delle opere sono spropositati come il costo delle stesse. Ricordiamo che il Consorzio ha fatto una stima di costi completamente inattendibile per un motivo molto semplice: non ne deve rispondere in quanto garantisce la gestione solo per 3 anni e quando, dopo cinque anni, inizia la manutenzione ovvero quando veramente bisogna garantire l’efficienza del sistema, ci sarà un altro soggetto che dirà quando costa effettivamente la gestione e la manutenzione del MoSE e il conto, siamo facili profeti, sarà molto ma molto salato per i contribuenti italiani.
Peccato che per affermare le proprie convinzioni si debba dare le dimissioni. Ci auguriamo che Rosan ci ripensi e che si batta nel suo partito per l’affermazione dei valori in cui crede e che vuole difendere.

v.ditella

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