Pubblicato da: vditella | maggio 30, 2007

Da Il Gazzettino di mercoledì 30 maggio 2007

MoSE

Il partito si ribella a Di Pietro: «I lavori delle dighe mobili distruggono l’ambiente»

«Le procedure di verifica e controllo del MoSE vanno rivalutate. Va fatta chiarezza sulle effettive scelte progettuali. E non deve esserci commistione tra controllori e controllati». È la posizione del direttivo provinciale dell’Italia dei Valori di Venezia che ha inviato una lettera ad Antonio Di Pietro nella duplice veste di ministro alle Infrastrutture e presidente dell’Italia dei Valori. La lettera, firmata dal coordinatore provinciale Nicola Funari, è stata spedita per conoscenza anche a Massimo Donadi, capogruppo parlamentare dell’Italia dei Valori e ad Antonio Borghesi, coordinatore regionale veneto del partito.

«Signor ministro, caro presidente – scrive Funari – il direttivo provinciale di Venezia di Idv, all’unanimità, ritiene opportuno riportare alla sua attenzione il problema del MoSE e segnalare che quello che paventavamo, purtroppo, si sta verificando. I lavori in corso per le dighe mobili, a detta dell’Osservatorio Naturalistico della laguna, stanno, irrimediabilmente, distruggendo l’habitat naturale. Le risposte, scontate, che nel merito sono state fornite dalle Ditte esecutrici dei lavori e dal Magistrato alle Acque (“non si dimentichi il fatto che quei cantieri sono provvisori”), sono risibili e contraddittorie». Al ministro e capo del partito, i dipietristi veneziani chiedono la disponibilità a rivalutare le procedure di verifica e controllo. «Chiediamo venga fatta chiarezza sulle effettive scelte progettuali. Chiediamo vi sia trasparenza metodologica negli obiettivi. Chiediamo vengano modificate le attuali procedure di controllo e sia disposto un reale ed attento monitoraggio sui costi, sui tempi, sui modi, sulle procedure di attuazione e di esecuzione” dei lavori stessi. Chiediamo ancora non vi sia commistione tra le figure dei controllati e dei controllori là dove appare in tutta evidenza come la Direzione dei lavori, in senso lato, affidata al Magistrato alle Acque faccia dell’Istituto Pubblico uno dei soggetti, a pieno titolo, coinvolti nella vicenda».

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Responses

  1. Ho paura che il danno ormai sia stato fatto! 😦

  2. Non posso darti torto. Però è anche vero che c’è ancora lo spazio (uno spazio non indifferente) per migliorare quello che rimane da fare. Le idee non mancano, i progetti non mancano, la tecnica esiste… ci vuole solo la volontà politica!


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