Pubblicato da: vditella | luglio 24, 2007

Da Il Gazzettino di martedì 24 luglio 2007

DIGHE MOBILI

La UE bacchetta il governo sull’impatto ambientale del MoSE.
Cacciari: «Sono i nostri stessi rilievi»

Venezia

La Commissione europea avvia una nuova procedura d’infrazione nei confronti del governo italiano per il progetto MoSE, il sistema mobile alle bocche di porto contro l’acqua alta.

Da parte sua il Comune di Venezia ribadisce la validità delle analisi e delle critiche mosse allo stesso progetto. Lo ha detto ieri il sindaco Massimo Cacciari dopo aver appreso della decisione della Ue d’intervenire nei confronti dell’esecutivo proprio in relazione ai lavori del MoSE. L’iniziativa di Bruxelles fa riferimento ad una direttiva sulle zone di protezione speciale e dà tempo all’Italia un mese per fornire chiarimenti. «L’inizio di una nuova procedura d’infrazione da parte della Commissione europea nei confronti del Governo – sottolinea il sindaco Cacciari – dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, la fondatezza delle analisi che la mia Amministrazione, in accordo con la stragrande maggioranza del Consiglio comunale, ha rivolto al suddetto progetto, in particolare proprio per il suo impatto ambientale. Com’è evidente, si tratta di ben altro che la “salvezza” di qualche “uccellino”, ma di un’alterazione irreversibile di interi habitat protetti dalle normative locali, nazionali ed europei, del loro degrado e inquinamento. Su tutte tali questioni e, ancora una volta, sulla “logica” complessiva del progetto, chiederò, nella speranza mi sia cortesemente concesso, un incontro col Commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas».

Sulla questione interviene anche il ministro per le politiche Europee, Emma Bonino: «Le richieste della Commissione europea saranno valutate attentamente, anche se le autorità italiane pensavano che lo sforzo in corso fosse adeguato». La decisione – secondo il ministro – non è un «aggravamento della procedura» ma una «maggiore puntualizzazione dei rilievi che avevano portato alla sua apertura nel 2005. Vorrà dire che provvederemo a integrare gli interventi già realizzati o previsti con ulteriori misure di mitigazione e compensazione».

Anche la vicepresidente dei Verdi alla Camera, Luana Zanella, assessore della giunta Cacciari, commenta la decisione della Commissione europea: «Evidentemente, le contestazioni dei Verdi non sono affatto pregiudizi, ma analisi serie e attendibili. La decisione della Ue è dettata da preoccupazioni ambientali: il governo italiano non ha preso misure idonee a prevenire l’inquinamento o il deterioramento degli habitat, nonché i danni alla fauna. È un nuovo campanello d’allarme per l’Italia. La normativa Ue parla chiaro: progetti dal pesante impatto ambientale su aree protette devono avere la valutazione d’incidenza con misure idonee per la protezione delle specie interessate».

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