Pubblicato da: vditella | maggio 16, 2008

Da Il Gazzettino di venerdì 16 maggio 2008

Venezia Nuova chiede i danni ai tre ingegneri che hanno criticato il Mose brevettando un progetto alternativo

Le “paratie mobili” finiscono in Tribunale

Alla critiche sul Mose e alla presentazione di un progetto alternativo basato su “paratie a gravità“, il Consorzio Venezia Nuova ha risposto con una citazione a giudizio davanti al Tribunale civile di Venezia. Gli ingegneri Vincenzo Di Tella, Gaetano Sebastiani e Paolo Vielmo sono stati chiamati a rispondere di diffamazione e, contestualmente, il Consorzio ha chiesto ai giudici di dichiarare la nullità del marchio depositato relativo alle “paratoie a gravità“.
La causa, avviata dagli avvocati Adriano Vanzetto, Guido Sironi, Sergio Camerino e Francesco Rossi, si è però già in parte arenata. La sezione specializzata in marchi e brevetti del Tribunale, davanti alla quale è stato depositato il ricorso, si è dichiarata incompetente a pronunciarsi sulla richiesta di risarcimento danni relativo alla presunta attività diffamatoria nei confronti del Mose. Questa parte della cause è stata quindi chiusa: il Consorzio Venezia Nuova dovrà eventualmente avviarne un’altra, autonoma dalla prima. Proseguirà, invece, quella per accertare se è valido il marchio depositato dagli ingegneri Di Tella, Sebastiani e Vielmo. Lo ha stabilito il collegio presieduto da Marcello D’Amico (a latere Rita Rigoni e Andrea Fidanzia) con una sentenza interlocutoria attraverso la quale ha dichiarata chiusa la causa per quanto riguarda l’ipotesi di diffamazione. Questa sezione del Tribunale, infatti, si è dichiarata competente soltanto in materia di marchi e brevetti e ha ritenuto che non vi sia alcun collegamento tra la validità o meno del marchio depositato delle “paratie mobili” e la lamentata attività diffamatorie dei tre ingegneri nei confronti del Mose, le paratie fisse in via di realizzazione alle bocche di porto per combattere il fenomeno dell’acqua alta a Venezia. Di Tella, Sebastiani e Vielmo si sono costituiti nella causa con gli avvocati Cesare Galli, Massimo Donadi e Mariella Sandri respingendo le accuse mosse dal Consorzio Venezia Nuova.

Commento

La sentenza della sezione specializzata del Tribunale non ha bisogno di commenti, si vuole solo far presente alcune imperfezioni lessicali dell’articolo. Non si tratta di Paratie Mobili ma di Paratoie mobili e di Paratoie a Gravità come anche detto in un altro punto dell’articolo. Non si tratta di marchio depositato dagli ingegneri Di Tella, Sebastiani e Vielmo ma di brevetto depositato al nome Di Tella. Vi è infine un refuso sul nome di uno degli avvocati del nostro collegio difensivo: si tratta dell’avvocato Mariella Melandri e non di Mariella Sandri come riportato nell’articolo.

vditella

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