Pubblicato da: vditella | febbraio 22, 2009

Dalla Nuova Venezia di sabato 7 febbraio 2009

Fondi Bei al Mose, gara solo nel 2010

La Nuova di Venezia 7 febbraio 2009 – pagina 17 – sezione: CRONACA

Un ricorso alla Corte europea dei Diritti fondamentali. È la carta che il mondo ambientalista sta preparando per contestare la decisione della Bei, Banca europea degli investimenti, di concedere un prestito di un milione e mezzo di euro per il Mose. Italia Nostra, Wwf e Verdi avevano fatto partire il ricorso all’Unione europea, tre anni fa, denunciando la violazione delle normative sull’apertura dei cantieri. Il prestito internazionale resta comunque subordinato all’archiviazione non ancora formalizzata della procedura di Infrazione europea per i lavori in laguna. Con il miliardo e mezzo promesso dalla Bei si potrà far partire la gara internazionale per la costruzione delle paratoie. «Il Mose è un intervento di cui siamo orgogliosi», commenta il presidente del Veneto Giancarlo Galan. Ieri sera in laguna sono suonate le sirene perché il Centro maree ha annunciato una marea di 115 centimetri alle 22, e nuova acqua medio alta per domattina. «Questo fa assumere al prestito un particolare significato», ha subito commentato Galan, «perché le acque alte eccezionali causano danni e perdite economiche inaccettabili». Così il Mose procede spedito. Dopo gli 800 milioni di euro stanziati dal Cipe in dicembre, sono in arrivo altri 1500 milioni dalla Banca europea. «Ma la gara sarà avviata soltanto nel 2010», precisa il presidente del Magistrato alle Acque Patrizio Cuccioletta. Tanti sono infatti i giorni concessi al Consorzio Venezia Nuova per sperimentare le nuove cerniere, il cuore portante del sistema Mose, i sostegni delle paratoie per cui dovranno passare gli impianti elettrici e dell’aria compressa. «Conclusa la sperimentazione il progetto dovrà essere vidimato dal Bureau Veritas», continua Cuccioletta, «se esprimerà parere favorevole daremo il via alla gara». Nel frattempo andranno avanti gli altri lavori, mentre anche la costruzione dei grandi cassoni in calcestruzzo, prevista a Santa Maria del Mare, dovrà attendere la conclusione del progetto delle paratoie. Intanto ha destato stupore la notizia diffusa dall’agenzia Agi che tra le motivazioni del prestito ci siano i «benefici effetti provocati dai lavori del Mose alla laguna». «Mi sembra strano, i lavori non sono ancora finiti», frena Cuccioletta. Che ha annunciato ieri all’Ufficio di Piano la preparazione di iniziative di comunicazione e un grande convegno per dare «visibilità» al progetto Mose. «È l’orgoglio del nostro Paese», dice Cuccioletta, in sintonia con il suo ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Quanto agli effetti «benefici» del Mose sulla laguna forse i funzionari della Bei si riferivano al fatto che le dighe foranee costruite per ridurre la marea e proteggere le conche di navigazione a Malamocco hanno già provocato un ritorno della fauna ittica e una riduzione delle maree di circa 2 centimetri. Diverso l’impatto delle strutture in cemento e dei lavori ai fondali. Per costruire il Mose si dovranno conficcare sul fondo della laguna 12 mila pali in calcestruzzo lunghi 30 metri, gettare circa 8 milioni di metri cubi di cemento sui fondali. Secondo il Comune i danni in gran parte irreversibili provocati dai lavori del Mose ammontano a 120 milioni di euro. Tratti di spiaggia scomparsi, correnti modificate, fondali e rive cementificate, skyline della laguna in parte stravolto. E le bocche di porto trasformate per accogliere paratoie, porti rifugio e conche di navigazione. Ma per la Bei, che forse il rapporto del Comune non l’ha letto, il Mose «ha già prodotto effetti positivi sull’ambiente lagunare».

Commento

Riportiamo questo articolo che conferma quanto detto più volte in questo blog: un progetto non può considerarsi definitivo se non sono verificati e risolti prima i suoi aspetti critici, e il gruppo cerniera-connettore è certamente, come del resto affermato da Presidente del Magistrato alle Acque, uno dei sistemi critici del sistema MoSE.

Infatti l’articolo conferma che, ovviamente, non si può passare alle gare per la costruzione delle paratoie e non si può iniziare neppure la costruzione delle basi in cemento armato se prima non si è verificato questo componente fondamentale, verifica che è stata affidata al Bureau Veritas.

A questo punto ci sono due domande:

  1. Qual’è lo scopo della verifica del Bureau Veritas, ovvero se la verifica riguarda tutto il progetto e quindi anche i dati di progetto delle cerniere e del connettore oppure se riguarda esclusivamente la verifica che la costruzione del prototipo venga eseguita in conformità ai criteri di progetto e alle specifiche di costruzione preparate dal Progettista?
  2. Cosa si fa se il Bureau Veritas dovesse esprimere un parere non favorevole al progetto e alla realizzazione del gruppo cerniere-connettore?

Sarebbe interessante conoscere le risposte da chi ha approvato il progetto definitivo.

 

V. Di Tella

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