Pubblicato da: vditella | marzo 6, 2009

Articolo di Alberto Vitucci del 2 luglio 2008

Ormai al punto di non ritorno i lavori: realizzato il 43 per cento del totale

MoSE, avanti tutta. Ecco i primi cassoni

Visita a sorpresa al cantiere più grande e complesso del sistema di difesa dalle alte maree. L’aspetto del paesaggio nel giro di alcuni mesi è cambiato radicalmente. Ruspe, navi gru e piattaforme affollano l’orizzonte

di Alberto Vitucci

Gru nei lavori di costruzione del MoSEVENEZIA. A San Nicolò arrivano i cassoni in calcestruzzo, si scavano le trincee sott’acqua e si alzano i muri di sponda. Il Mose non si ferma, e alla bocca di porto di Lido spuntano i primi enormi parallelepipedi di cemento che serviranno come "base" alle paratoie. Cinque anni dopo il varo della "prima pietra", benedetta dal premier Berlusconi, le dighe procedono, anche se con qualche ritardo dovuto al rallentamento del flusso finanziario.

Tempi e soldi. "Finiremo nel 2015", dice la presidente del Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva. Dei 4300 milioni di euro necessari ne sono stati stanziati circa la metà. I 400 destinati dal Cipe ancora non sono arrivati.

In laguna. Intanto il paesaggio lagunare è profondamente cambiato e l’intervento è ormai quasi arrivato al punto di non ritorno. Decine di gru, ruspe, enormi pontoni e draghe punteggiano lo skyline della bocca di porto che ha visto modificato il suo aspetto secolare.

Il muro. In questi giorni è stata rialzata anche la "muraglia", cioè il muro di sponda ai due lati della nuova isola artificiale del bacàn di Sant’Erasmo. Qui saranno collocate le due schiere di paratoie verso San Nicolò da una parte e Punta Sabbioni dall’altra. Lavori ciclopici, che non rallentano nemmeno nel periodo estivo. Nella tura di Punta Sabbioni, lo spiazzo ricavato dentro il nuovo porto rifugio, vengono costruiti gli enormi blocchi di cemento che serviranno come cassoni di spalla. 

L’isola. Quasi ultimata anche l’isola artificiale da 13 ettari che dovrà ospitare le centrali e gli edifici di controllo. Dal bacàn il mare non si vede più, ma secondo il Consorzio sarà possibile recuperare quest’area dal punto di vista ambientale. Uno studio sugli "abbellimenti" dell’isola è infatti in corso da parte dei tecnici dell’Iuav. Prevede di "mitigare" la grande opera marittima in sassi e calcestruzzo, sorta come d’incanto dove un tempo c’erano spiaggette e acqua.

Sponde. "Recupero" promesso anche per le nuove superfici ricavate davanti alle dighe di Treporti e di San Nicolò. Anche qui le "spalle" in calcestruzzo fanno impressione. Dovranno tenere il peso delle venti paratoie in ferro, a loro volta alloggiate sul fondo e sostenute dai cassoni in cemento che si costruiranno a Santa Maria del Mare.

I lavori. "Siamo al 43 per cento dei lavori", dicono soddisfatti al Consorzio Venezia Nuova, "ma dal punto di vista delle opere emerse quasi al 90 per cento". Le modifiche "visibili" infatti sono quasi stati ultimate. Finite le dighe foranee, quasi un chilometro di barriera a protezione delle conche a Malamocco, i "rinforzi" alle dighe di spalla, l’isola artificiale. Avviati anche gli scavi in mezzo alle tre bocche di porto. Migliaia di palancole e pali sono stati già infissi per consolidare quella che sarà tra breve la grande "trincea". Da qui saranno estratti 5 milioni di mc di fondali, sostituito con altrettanti metri cubi di calcestruzzo.

Il cantiere. E la bocca di Lido è diventata un grande cantiere edile. Pescatori e frequentatori dela laguna segnalano la modifica già avvenuta del regime delle correnti. L’acqua ha aumentato la sua velocità in entrata e in uscita, anche grazie allo scavo dei canali esistenti e di nuovi canali come quello dietro all’isola artificiale.

La protesta. Gli ambientalisti hanno per ora riposto le armi, così come il Comune. "Attendiamo l’esito di studi che abbiamo commissionato", dicono a Ca’ Farsetti. Certo è che dopo la grande battaglia sul rispetto dell’ambiente ormai i lavori procedono senza freni. Non c’è traccia nemmeno del Comitatone, che il neoministro dei Lavori pubblici Altero Matteoli aveva promesso di convocare in giugno. Sarebbe il primo del nuovo governo Berlusconi, che dovrebbe anche garantire agli enti locali finanziamenti da tempo bloccati. Anche con il governo Prodi infatti la gran parte delle risorse disponibili è stata dirottata alla grande opera, lasciando a secco il Comune e i lavori di manutenzione urbana. Vanno a rilento gli scavi dei rii e i restauri, e sono stati aboliti i contributi ai privati per mancanza di fondi.

Fondi. Anche il Mose batte cassa. Perché con questo ritmo i lavori sono in grande ritardo e non si concluderanno prima del 2015.

Inchieste. Intanto restano in sospeso le inchieste e i ricorsi contro la grande opera. Si attende da anni il pronunciamento dell’Ue, della Corte dei Conti, della Procura veneziana. E adesso del Tar del Veneto, che dovrà pronunciarsi sul ricorso del Comune sull’illegittimità dei cantieri per i cassoni del Mose a Santa Maria del Mare.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: