Pubblicato da: vditella | agosto 6, 2009

Esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica

Alla Corte dei Conti

c.a. Antonio Mezzara

c.a Tullio Lazzaro

via Talli 141

00139 Roma

Alla Procura della Repubblica di Venezia

c.a. Vittorio Borraccetti

San Polo, 185

30124 Venezia

Al Presidente della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo

Bruxelles

Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Roma

4 agosto 2009

Oggetto: Segnalazione / Esposto in riferimento a nuovi studi tecnici che evidenziano la non validità del Progetto e sistema Mo.S.E.

Con la presente segnaliamo che il Comune di Venezia ha recentemente reso pubblico uno studio eseguito dalla società “Principia R.D.” sul comportamento delle Paratoie del Mo.S.E.

(è scaricabile via internet: http://leggespeciale.comune.venezia.it cliccare su “salvaguardia di Venezia” cliccare su “progetto MOSE – interventi alternativi”);

Lo studio fa emergere la criticità del sistema Mo.S.E. evidenziando la non validità della soluzione progettuale adottata ed in corso di attuazione.

Si dimostra che la paratoia con particolari condizioni di mare (spettro con altezza d’onda significativa di 2,2 metri e periodo di picco di 8 secondi) manifesta un comportamento caratterizzato da instabilità dinamica che comporta una “risposta caotica con elevata amplificazione dinamica” e quindi una incontrollata ed irregolare amplificazione dell’angolo di oscillazione che, in queste condizioni, mette in discussione l’efficacia stessa della barriera di contenimento del dislivello di marea e comunque non consente, con gli elementi di analisi esistenti normalmente impiegati nella progettazione di opere marine, una soluzione affidabile delle oscillazioni e dei carichi massimi di progetto; né per questo si può utilizzare la sperimentazione in vasca su modelli in scala ridotta dove gli effetti viscosi sono rappresentati correttamente.

Oggi si è in presenza di dati inconfutabili che confermano in chiave scientifica quei rilievi critici da più parti sollevati ed a cui non è stata mai fornita risposta esauriente dagli organi preposti.

Quanto emerge dallo studio di Principia rappresenta un nuovo scenario che gli organi competenti sembrano voler ignorare: si continua nella esecuzione di un’opera la cui efficacia fin da ora si sa che al momento del bisogno si rivelerà praticamente nulla. E ciò accade in presenza di ingenti risorse pubbliche impiegate per quest’opera destinate ad aumentare oltre i limiti del prezzo chiuso fissato da una convenzione nel 2005, con l’aggravante che essa sta assorbendo pressoché tutti i finanziamenti necessari alla manutenzione della città e della sua laguna.

D’altronde è ormai risaputo, e più volte denunciato, che si è in presenza di un’opera:

  • la cui soluzione progettuale e l’inizio lavori si sono voluti approvare esaminando solo gli elaborati definitivi (e non esecutivi, a differenza delle altre opere pubbliche);
  • che non è mai stata sottoposta a confronti (sapendo peraltro che una soluzione analoga è stata a suo tempo bocciata in Olanda) ed ha ottenuto un parere negativo di valutazione di impatto ambientale. Va tenuto presente inoltre che tra i tecnici del Comitato Tecnico di Magistratura veneziano che ha approvato il progetto definitivo non era presente alcun esperto in tecnologia marina e nell’interazione dinamica fluido-struttura; a supporto di quest’ultimo aspetto si fa notare che la relazione di Principia mette in evidenza che quanto viene affermato nel documento di approvazione del progetto definitivo del Comitato Tecnico di Magistratura sugli aspetti dinamici del progetto non ha alcun fondamento tecnico e scientifico.

A fronte della nuova situazione venutasi a creare con lo studio di Principia che non può essere taciuto, si chiede pertanto di:

  1. sospendere i lavori congelando tutti i finanziamenti relativi alla realizzazione del progetto Mo.S.E.;
  2. rivedere il progetto (possibilmente non affidando l’incarico alle stesse persone e strutture che hanno fino ad oggi già approvato più volte il sistema Mo.S.E.) procedendo con una variante in corso d’opera che tenga conto di quanto deriva dalle considerazioni dello studio di Principia; sarebbe inoltre utile riprendere tutte le osservazioni tecniche presentate nel recente passato dal Comune di Venezia, dal Ministero dell’Ambiente che sono state sottovalutate e scartate frettolosamente dagli organismi decisionali.

Concludiamo anticipando che stiamo valutando con i nostri legali la possibilità di intraprendere una “class action”, come previsto dalla recente normativa vigente, nei confronti dei vari livelli e soggetti che hanno approvato ed autorizzato un progetto, che come evidenziato dalla recente sentenza della Corte dei Conti presenta moltissime ”anomalie” (regime di monopolio e concessionario unico; lievitazione dei costi; scarsa trasparenza su incarichi, consulenze e collaudi; progetto e lavori senza VIA positiva; mancanza di un progetto esecutivo generale) e che come evidenziato nello studio tecnico in oggetto potrebbe non funzionare.

Per avviare l’azione legale collettiva contatteremo prima di tutto le associazioni e i 12.500 cittadini che nel 2005 e 2006 hanno presentato a tutti i livelli istituzionali nazionali ed europei le Petizione Popolare 0713/2005 e 0382/2006per la sospensione dei lavori del progetto MoSE e perché si facciano invece opere graduali, sperimentali e reversibili per eliminare le acque alte e riqualificare la laguna e la città di Venezia”.

Luciano Mazzolin     e    Stefano Fiorin

per

Associazione AmbienteVenezia;    Assemblea Permanente NOMOSE;    Medicina Democratica – Venezia

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