Pubblicato da: vditella | novembre 3, 2009

Dalla Nuova Venezia di domenica 1 novembre 2009

Il giallo della scogliera bocciata da Lunardi ripescata 7 anni dopo

ALBERTO VITUCCI

L’ex ministro Lunardi l’aveva depennata perché «inutile e pericolosa». L’ex presidente del Magistrato alle Acque si era rifiutata di firmare il progetto. Ma la diga foranea del Lido adesso rispunta. E il Comitato tecnico di magistratura l’ha «resuscitata» approvandola 7 anni dopo la bocciatura.
C’è un piccolo giallo dietro la nuova opera che il Consorzio Venezia Nuova si appresta a realizzare in mare, fuori della bocca di porto di Lido. Il progetto originario del Mose non prevedeva queste «opere complementari», dighe foranee in massi e calcestruzzo orientate a scirocco. Aggiunte nel 2002 su richiesta del Consiglio comunale, che intendeva così percorrere una sorta di strada alternativa al Mose, chiedendo la riduzione delle maree con il rialzo dei fondali e le cosiddette opere di «dissipazione». Le dighe dovevano servire infatti per ridurre l’entità della marea entrante e dunque le acque alte di almeno 4 centimetri. In realtà, dicono a Ca’ Farsetti, sono state realizzate come protezione delle conche di navigazione costruite a Malamocco e riducono le acque alte solo di 1 centimetro e 3 millimetri. Alla fine nel Comitatone del 2002, il ministro Lunardi aveva dichiarato che la diga al Lido non si sarebbe fatta. Perché non utile ai fini della salvaguardia e dannosa per l’ambiente come rilevato dagli studi dell’epoca. E si sarebbe invece attuato il terminal dei petroli in mare, primo passo per ridurre l’inquinamento e anche le profondità dei fondali in laguna.
La riga sul progetto della scogliera al Lido era stata sostituita da un tratteggio. Troppe le controindicazioni, soprattutto per la modifica delle correnti e l’erosione, che si temeva avrebbe potuto danneggiare i litorali. Ma i dubbi evidentemente sono stati superati, e il progetto è stato ora portato al Comitato dal presidente del Magistrato alle Acque Patrizio Cuccioletta e approvato, pur con l’indicazione di verificare i dubbi espressi dal Comune sull’efficacia dello sbarramento.
Quasi ultimata la scogliera a Malamocco, in corso i lavori per quella di Chioggia, adesso rispunta anche la diga del Lido. 43 milioni di euro la spesa prevista, per realizzare circa un chilometro di barriera verso sud est. Una cifra consistente, soprattutto in periodi in cui non arrivano soldi per la manutenzione della città e Insula, la società del Comune che si occupa del restauro di rive, ponti e fondamenta, rischia la chiusura. Tagli anche ai fondi ordinari del Magistrato alle Acque e ai contributi per i restauri ai privati, fermi da anni. Che il Comune ha annunciato di reintrodurre se da Roma arriveranno i 29 milioni di euro promessi da un anno, necessari a proseguire le opere di manutenzione dell’intera città. I lavori del Mose intanto proseguono, finanziati nel 2009 con 1200 milioni di euro, in totale circa 3500 in sette anni sui 4700 previsti.

Commento

Che le dighe alle bocche di porto siano inefficaci ai fini della riduzione dell’acqua alta in laguna è ormai acclarato e non bisogna essere dei maghi dell’idraulica per rendersene conto, e se a Malamocco la diga può avere un senso per la protezione della conca di navigazione, al Lido, oltre ad essere «inutile e pericolosa», non ha nessun senso se non quello di mitigare, come per Malamocco, le onde di scirocco che influenzano la dinamica delle paratoie (per le onde di bora l’effetto è tutto da verificare). Se è questo il motivo, e in base alla mia esperienza non ne vedo altri, che lo si dica chiaramente e soprattutto si dica quanto è la riduzione prevista alle tre bocche. Questo dato è particolarmente importante per la bocca di Malamocco dove, come evidenziato dall studio di Principia, le paratoie MoSE son dinamicamente instabili per periodi intorno agli 8 secondi e con onde significative superiori a 2 m.

Considerando che le paratoie MoSE (ovvero a spinta di galleggiamento) alle bocche di porto di Lido e Chioggia, essendo su un fondale più basso, hanno il periodo propio di oscillazione minore di quelle di Malamocco, la risonanza e quindi  la possibilità di instabilità dinamica dev’essere verificata non solo per le massime condizioni di progetto ma in tutto il campo degli spettri del mare caratterizzati da altezze significative e periodi di picco possibili alle bocche di porto.

Ci aspettiamo risposte specifiche su questi argomenti fondamentali per la progettazione ed efficienza del sistema di paratoie ovvero chi controlla il progetto (lo Stato attraverso i suoi organi delegati a farlo: Magistrato alle acque e Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) deve far conoscere  con quali programmi e procedure di calcolo sono state progettate le paratoie del progetto definitivo e come sono stati determinati i carichi di progetto per le paratoie, le cerniere, i connettori e le basi di fondazione dei sistemi di sbarramento alle tre bocche di porto.

V. Di Tella

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Responses

  1.  
    E intanto Venezia non ha i soldi per la normale manutenzione…


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