Pubblicato da: vditella | dicembre 31, 2009

Dalla Nuova Venezia di giovedì 31 dicembre 2009

«Il sistema Mose funziona e non va cambiato»

Dighe mobili, il Consorzio Venezia Nuova replica ai dubbi avanzati dai Verdi

«Il Mose funziona. È un progetto flessibile, in grado di contrastare anche gli innalzamenti del mare previsti, ed è giunto al 63 per cento dei suoi lavori. Invece di cercare alternative e dire che non basta, sarebbe meglio augurarsi che l’opera fosse ultimata al meglio e nei tempi programmati». Non è piaciuta al Consorzio Venezia Nuova la polemica riaperta da molti veneziani e dagli esponenti dei Verdi Beppe Caccia e Gianfranco Bettin, dopo questi giorni di acque alte eccezionali in cui si chiede in sostanza di «ripensare» il progetto Mose. «Queste acque alte e i cambiamenti climatici», aveva detto, «dimostrano che le maree rischiano di diventare non più fenomeni eccezionali, ma ordinari. Val la pena allora interrogarsi se il progetto che risale a un quarto di secolo fa sia ancora attuale. E se non sarà necessario chiudere le barriere troppo spesso, con grave danno per la laguna e le attività portuali». «Se si fossero attuate le ipotesi alternative e gli interventi complementari», aveva detto Bettin, «avremmo già ridotto senza danni né polemiche le maree di 20 centimetri, come dimostrato dal Cnr».

Ma il Consorzio non ci sta. «Se davvero gli scenari fossero quelli che vedono sommerse le coste adriatiche nel prossimo secolo», si legge in una nota, «allora varrebbe la pena rallegrarsi perché Venezia è l’unica città ad essere protetta. In pochi anni si è passati dal non serve al non basta, perché l’unico fine è quello di non fare il Mose».

Anche le argomentazioni sollevate da chi imputa ai lavori in laguna e allo scavo dei canali vengono definiti dal pool di imprese che sta lavorando alle doghe «infondate e capziose» perché la sezione è stata anzi «ridotta dai lavori e dall’isola artificiale. Il centro maree del Comune ha rilevato un aumento della velocità delle corrente alle bocche di Chioggia fino all’8 per cento. Ma secondo il Consorzio questo non c’entra con l’entrata dell’acqua in laguna. Respinte anche le ipotesi di modifica delle dighe mobili. E i dubbi sulla «tenuta» del sistema, di recente avanzati anche da società internazionali di ingegneria come Principia, contattata dal Comune. «Il Mose ha passato ogni grado di approvazione», dicono al Consorzio, «ed è vero che il progetto è vecchio, ma le tecniche sono nuovissime. Del resto anche il principio di Archimede, su cui si basa il sollevamento delle paratoie, è molto antico». (a.v.)

Commento

Su quanto riportato nell’articolo ci sono tre considerazioni da fare:

  • La tenuta del sistema (Paratoie MoSE a spinta di galleggiamento) messa in discussione dallo studio di PRINCIPIA per la bocca di Malamocco non riguarda la idrodinamica dello scambio mare laguna ma il comportamento dinamico in moto ondoso delle paratoie sia singolarmente che in schiera. Ad oggi nessuna contestazione è stata fatta nel merito di questo studio, si è parlato di un esame da parte del MIT ma di questo non si parla più. Penso che come cittadini Italiani abbiamo il diritto di sapere che cosa si intende fare per ovviare a quella che è una chiara dimostrazione di infattibilità delle paratoie, come riportate nel progetto definitivo del MoSE, per la bocca di Malamocco.
  • Che il MoSE abbia passato ogni grado di approvazione non è stato mai messo in dubbio, quello che lo studio di PRINCIPIA ha dimostrato in modo scientificamente e tecnicamente ineccepibile è che quanto viene affermato nel documento di approvazione del progetto definitivo sulla risonanza subarmonica della schiera di paratoie è scientificamente e tecnicamente errato. Anche su questo punto ci si attende una risposta da parte dei tecnici che hanno sottoscritto quel documento.
  • È veramente sorprendente che si tiri in ballo la legge di Archimede su cui si basa il sollevamento delle Paratoie con il comportamento in moto ondoso che è un fenomeno fisico in cui le forze di Archimede sono solo una parte di tutte le forze in gioco determinanti nel comportamento dinamico delle paratoie.

V. Di Tella

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: