Pubblicato da: vditella | gennaio 11, 2010

Articolo del professor Paolo Pierazzoli

Da EDDYBURG

Per una revisione del progetto italiano per salvare Venezia

Data di pubblicazione: 19 dicembre 2009

Autore: Paolo Pirazzoli

Una utile sintesi dei principali errori tecnici del MoSE nel documento presentato dal movimento NOMOSE a Copenaghen, al meeting sul clima (marzo 2009).

Here English Translation

Malgrado molti dubbi scientifici e il temuto forte impatto negativo sull’ambiente, il progetto chiamato Modulo Sperimentale Elettromeccanico (MoSE) per barriere mobili contro il flusso di marea alle bocche di porto della Laguna di Venezia, per proteggere la città contro il fenomeno dell’acqua alta, è in costruzione. Tuttavia, un recente studio ha evidenziato la necessità di una revisione del progetto.

La prima pietra del Mose è stata posata il 14 maggio 2003 dal Primo Ministro Berlusconi. Il progetto fu contestato dal Comune di Venezia, dalla maggior parte delle associazioni locali per la salvaguardia della città e dell’ambiente naturale della Laguna, da parecchi esperti scientifici e da una grande parte della cittadinanza.

Nel 2005 il Comune di Venezia ha proposto al Governo italiano diversi progetti alternativi al Mose, tutti molto meno costosi e con minor impatto ambientale. Questi non sembrano essere stati presi in seria seriamente considerazione dal Governo italiano, che ha preferito continuare i lavori per il MoSE.

Nel 2009, dopo aver speso nei lavori preliminari (la maggior parte per il dragaggio e la costruzione di dighe) circa la metà dei 6 miliardi di dollari preventivati inizialmente, non è ancora partita la costruzione degli enormi cassoni di calcestruzzo, ai quali dovrebbero essere attaccate 79 paratie. Ancora più grave, manca ancora un piano esecutivo complessivo dell’intero progetto. Secondo i progettisti del Mose, ciascuna paratia dovrebbe essere sollevata tramite l’immissione di aria compressa e lasciata oscillare in modo indipendente con le onde. Un dettaglio essenziale, è però il fatto che la struttura delle cerniere che dovranno collegare le paratie ai cassoni e controllare il flusso dell’aria compressa immessa, non è mai stata illustrata e sembra essere ancora in fase di studio. Qualcuno potrebbe chiedersi come un progetto di tale importanza, ancora non definito in alcune parti essenziali, possa aver ottenuto le necessarie autorizzazioni amministrative in Italia ed anche un importante prestito finanziario dalla Comunità Europea.

La possibilità di oscillazioni non uniformi delle paratie sotto l’azione delle onde, permetterebbe l’accesso di un flusso di acqua marina nella Laguna anche a paratie chiuse, è stata la più forte critica indirizzata ai progettisti del Mose. Secondo un rapporto di esperti internazionali [Collegio di Esperti di Livello Internazionale, 1998], l’aumento del livello d’acqua in Laguna è stato stimato in 0,27 cm/h nel caso in cui le paratie non oscillassero; 0,46 cm/h in caso di relative rotazioni di 20° (caso considerato come possibile) e di 2,09 cm/h per rotazioni di 30° (caso considerato come improbabile).

Per simulare il verificarsi di certi eventi meteorologici estremi del passato con le barriere mobili pienamente operative, è stata usata una stima molto prudente di aumento del livello della Laguna di 1 cm/h, includendo le forti piogge cadute sulla Laguna e sul suo bacino idrologico, mentre forti venti persistenti sul Mar Adriatico stavano creando onde nei passaggi della Laguna. È stato dimostrato che in parecchi casi, con una crescita del livello del mare di soli 20-30 cm, le inondazioni per molte ore consecutive delle zone più basse di Venezia, non possono essere evitate dalle barriere del Mose [Pirazzoli, 2002; Pirazzoli and Umgiesser, 2006].

Un gruppo di sostenitori del Mose [Bras et al., 2002], che ha studiato il progetto su incarico del Governo Italiano, ha contestato queste asserzioni affermando che “le paratoie sono state progettate in modo tale da prevenire ampie rotazioni oscillatorie”.

Per fare un confronto, l’aumento del livello medio del mare per l’anno 2100 è previsto variabile tra 0,5 e 1,4 m (Rahmstorf, 2007; vedi anche www.ozean-klima.de per la presentazione di M. Vermeer e S. Rahmstorf alla conferenza sul clima, Copenhagen, marzo 2009), con il valore più plausibile attorno agli 80 cm [Pfeffer et al., 2008].

Più recentemente, uno studio commissionato dal Comune di Venezia alla Compagnia francese Principia R.D. ha messo a confronto il comportamento idrodinamico delle paratie del MoSE con le paratie a gravità di un progetto che era stato proposto come alternativo al MoSE. È risultato che con alcune condizioni di onda ripida con altezza significativa superiore ai 2 metri, non rare nell’area, le paratie del MoSE presentano un comportamento instabile. In questo caso la risposta caotica con un’alta amplificazione dinamica delle oscillazioni delle paratie del MoSE non permette una progettazione affidabile delle connessioni delle paratie stesse ai cassoni. In queste condizioni, al contrario di quanto affermato dai sostenitori del Mose [Bras et al., 2002], il flusso di acqua marina nella Laguna attraverso le paratie potrebbe aumentare fino ad un livello che non può essere definito da un modello.

Probabilmente non è troppo tardi per trovare il coraggio di proporre, invece di un rattoppo del vecchio inadeguato progetto, una drastica revisione, sia attraverso una soluzione più diffusa, come proposto dal Comune di Venezia, che permetterebbe di guadagnare provvisoriamente qualche decennio con costi ridotti; o direttamente attraverso una soluzione più drastica che prenda in considerazione l’aumento del livello medio mare nel prossimo futuro e i nuovi modelli climatici. Nel secondo caso, sarebbe necessario che il nuovo sistema di chiusure temporanee sia convertibile, quando l’alluvione diventa inevitabile, in una separazione impermeabile della Laguna dal mare.

Bibliografia

  • Bras, R.L, D. R. F. Harleman, A. Rinaldo, and P. Rizzoli, Obsolete? No. Necessary? Yes. The Gates will Save Venice, Eos, 83, Pages 217, 224, 2002.
  • Collegio di Esperti di Livello Internazionale. Report on the mobile gates project for the tidal flow regulation at the Venice lagoon inlets, Venice, June 1998, 48 p.
  • Pfeffer, W.T., J.T. Harper, and S. O’Neel, Kinematic Constraints on Glacier Contributions by the 21st-Century Sea-Level Rise. Science, 321, 1340-1343, 2008.
  • Pirazzoli, P.A., Did the Italian Government Approve an Obsolete Project to Save Venice? Eos, 83, 20, Pages 217, 223, 2002.
  • Pirazzoli, P.A., and G. Umgiesser, The Projected “MOSE” Barriers Against Flooding in Venice (Italy) and the Expected Global Sea-level Rise, Journal of Marine Environmental Engineering, 8, 247-261, 2006.
  • Rahmstorf, S., A Semi-Empirical Approach to Projecting Future Sea-Level Rise, Science, 315, 368-370, 2007

Paolo Antonio Pirazzoli è ricercatore al Centre National de la Recherche Scientifique, Meudon, France. E-mail: pirazzol@cnrs-bellevue.fr

Commento

Apprendo dal sito Eddyburg e pubblico su questo blog l’articolo del prof. Pierazzoli che mette in evidenza alcuni aspetti critici del progetto MoSE facendo riferimento anche ai risultati dello studio commissionato dal Comune di Venezia alla Società Francese PRINCIPIA.

L’articolo prende in considerazione un aspetto, importante, della instabilità dinamica della paratoia MoSE che riguarda la efficacia delle barriere a garantire la differenza di battente idrostatico mare – laguna. Vi è però un altro aspetto emerso dallo studio, ancora più importante che riguarda la fattibilità del sistema, ed è la impossibilità di definire i carichi di progetto per le strutture principali del sistema di paratoie, non essendo definire in modo certo gli spostamenti angolari e i carichi agenti sulle cerniere, elementi essenziali del sistema.

Per quanto riguarda la considerazione fatta sull’aumento del livello medio mare nel prossimo futuro si fa notare che il MoSE doveva essere reversibile, proprio in funzione delle incertezze delle previsioni sul livello medio mare nei prossimi decenni. Come ampiamente discusso, anche in questo blog, il MoSE è tutt’altro che reversibile, come affermato recentemente anche dal Magistrato alle Acque, e su questo argomento però non è stato mai chiarito chi ha autorizzato un cambio dei requisiti di progetto così importante per l’efficacia del sistema di protezione nel tempo.

V. Di Tella

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Responses

  1.  Si riuscirà mai ad avere una risposta così documentata e precisa dal progettista del MoSE e dalle autorità preposte al controllo dei lavori?

    Finora al massimo si sono limitati ad affermare che tutto va bene e tutto è a posto… almeno in pubblico…

  2. E’ quello che ci attendiamo, ache in seguito all’annuncio fatto che lo studio Principia è stato inviato per esame al MIT.
    Le assicurazioni che tutto va bene e che il progetto è stato approvato non bastano di fronte ai problemi evidenziati nello studio citato.  Occorre che ci siano dei dati e non chiacchiere. Attendiamo di conoscere quali sono i risultati dello studio del MIT e come si intende superare i problemi di progettazione emersi dallo studio di Principia, che sono reali e non fantasie.
    V. Di Tella


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