Pubblicato da: vditella | maggio 15, 2010

Dalla Nuova Venezia di mercoledì 12 maggio 2010

Mose, il Cnr avanza dubbi «Con l’aumento dei mari potrebbe non bastare»

Caccia: «Finalmente confermate le nostre perplessità»
Documento di protesta consegnato al direttore Ciesm

«Il Mose è funzionale all’interno di un certo scenario di innalzamento del livello del mare. Oltre il quale questa misura di protezione potrebbe essere inadeguata». Dopo l’elogio del Mose arrivano i dubbi e le proteste. Il direttore del Cnr-Ismar Fabio Trincardi lancia l’allarme sull’aumento del livello dei mari, che potrebbe rendere inutili o addirittura nocive le dighe mobili.

Lo ha detto ieri al Lido, nella seconda giornata di studio organizzata dal Ciesm, la commissione scientifica per il Mediterraneo presieduta da Alberto di Monaco di cui fanno parte 23 Paesi: «Per il momento abbiamo una soluzione. Compito della ricerca scientifica è capire quanto a lungo questa soluzione può essere applicata». Dubbi che rilanciano la polemica. «Ci fa piacere che sia il Cnr a confermare le cose che diciamo da anni», dice Beppe Caccia, capogruppo della lista Bettin in Consiglio comunale. Presa di posizione netta, che stride con quella del sindaco Orsoni. All’apertura dei lavori aveva definito il Mose «esempio di sviluppo sostenibile». Più prudente il vicesindaco Sandro Simionato: «Il Mose c’è, e speriamo che sia utile», dice, «ma occorre avviare anche tutti gli altri interventi previsti dalla Legge Speciale, e aumentare i controlli». Ieri mattina seduta con Corila, Cnr, Consorzio Venezia Nuova. Il direttore del Corila Pierpalo Campostrini ha assicurato che nel 2012 la prima fila delle paratoie entrerà in funzione. «Non ci sono state devastazioni all’ambiente».

Un gruppo di aderenti all’associazione Ambiente Venezia e Assemblea permanente No Mose ha consegnato una corposa documentazione al direttore generale del Ciesm Frederic Briand.

«Gli abbiamo fatto omaggio del volume edito dal Comune di Venezia qualche anno fa», ha spiegato Massimo Rossi, portavoce dei movimenti, «sui progetti alternativi al Mose e due filmati che spiegano dei danni e delle emergenze vere di cui soffre la nostra città». «Abbiamo anche ribadito la richiesta», continua Rossi, «che i cittadini devono essere informati sull’andamento dei lavori, in completa trasparenza, come prevede la legislazione europea. Il direttore si è detto d’accordo con noi».

Ambiente Venezia ha diffuso ieri anche un volantino – sotto l’occhio attento di decine di poliziotti – in cui definiscono il convegno «l’ennesimo strombazzamento mediatico in cui la lobby delle grandi opere si autoincensa con l’aiuto di molti appartenenti al mondo scientifico locale per magnificare il Mose e occultare i danni portati alla laguna». «Restiamo stupiti», scrive Luciano Mazzolin, «nel sentire l’entusiastico appoggio del sindaco Orsoni che così cancella tutti gli atti della precedente amministrazione. È questo il laboratorio del centrosinistra allargato?»

di Alberto Vitucci

Commento

L’affermazione virgolettata «Per il momento abbiamo una soluzione. Compito della ricerca scientifica è capire quanto a lungo questa soluzione può essere applicata» è stupefacente e non credo si possa aggiungere altro. L’articolo non riporta da chi è stata fatta ma verrebbe da chiedere a questa persona, se si comporterebbe allo stesso modo nel caso si trattasse della sua abitazione.

V. Di Tella

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