Pubblicato da: vditella | dicembre 6, 2011

Da La Nuova Venezia di Mercoledì 30 Novembre 2011

Mose, critiche legittime. Di Tella: «I nostri dubbi tecnici»
Per noi è una soddisfazione grandissima. Ci è stata riconosciuta la serietà del nostro lavoro. E soprattutto il fatto che non avevamo offeso nessuno, ma solo messo in luce alcune criticità tecniche.

Per noi è una soddisfazione grandissima. Ci è stata riconosciuta la serietà del nostro lavoro. E soprattutto il fatto che non avevamo offeso nessuno, ma solo messo in luce alcune criticità tecniche del progetto Mose, che derivavano dalla nostra esperienza professionale». L’ingegnere Vincenzo Di Tella, specialista in progetti off shore, per anni dirigente della Tecnomare, commenta con un gran sorriso la notizia della sentenza del Tribunale di Venezia. Che ha respinto la richiesta di risarcimento danni per diffamazione intentata dal Consorzio Venezia Nuova. Dando ragione a Di Tella e ai suoi colleghi (Paolo Vielmo e Gaetano Sebastiani). «Non si trattò di diffamazione, ma del legittimo diritto di critica», ha scritto il giudice civile Marco Campagnolo. Condannando anche il Consorzio per la prima volta a risarcire le spese legali, 5800 euro. Per i critici al grande progetto una sentenza importante. Anche perché le critiche tecniche al Mose erano state stampate nel 2006 dal Comune di Venezia – sindaco Cacciari – quando si discuteva di possibili alternative. I dubbi espressi da Di tella erano stati poi confermati dalla società francese Principia, su richiesta di Ca’ Farsetti, e riguardavano la possibile criticità del sistema in caso di risonanza tra le varie paratoie che compongono la diga. Obiezioni respinte al mittente dal Consorzio e dal presidente del Magistrato alle Acque Patrizio Cuccioletta. Ma adesso la sentenza, secondo Di Tella, rilancia anche il dibattito sull’efficacia e il futuro della grande opera. Un tema di cui si sarebbe dovuto discutere anche nella tre giorni di convegno dell’Unesco sui cambiamenti climatici. Assise annullata dal governo italiano su richiesta del ministro Brunetta, quando gli scienziati erano già stati invitati. Adesso l’Unesco ha fatto sapere di voler riconvocare la tre giorni di studio, e il sindaco Giorgio Orsoni si è detto d’accordo. Un’occasione per fare il punto anche sulle questioni tecniche del Mose, a cominciare dall’effetto risonanza e dalle cerniere. Temi affrontati da Di Tella negli anni scorsi e finiti in Tribunale con la richiesta di risarcimento danni intentata dal Consorzio Venezia Nuova. Ma il tribunale, per la prima volta, ha dato torto al pool di imprese. Dibattito che si riaccedne, in vista di importanti appuntamenti previsti nei prossimi mesi. Il varo dei cassoni in calcestruzzo sui fondali del Lido, previsto per la primavera del 2012. La costruzione in serie delle cerniere che dovranno sostenere le paratoie. Affidata alla Fip, impresa padovana del gruppo Mantovani e controllata da Tethis, la società di proprietà del Consorzio che fa da direttore dei lavori.(a.v.)
30 novembre 2011

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